
È iniziata una radicale trasformazione del modo di condurre le guerre. Informazioni precise, trasmesse in tempo reale aprono un varco nelle nebbie che di solito avvolgono le operazioni militari, migliorando la loro efficacia fino a 10 volte.
Quali sono dal punto di vista tecnologico e organizzativo le sfide e le opportunità introdotte dalla network centric warfare? Il recente conflitto in Iraq, molto di più del precedente in Afghanistan, ha dimostrato chiaramente come le avanzate tecnologie di comunicazione e le armi di precisione possano trasformare le guerre. Come già previsto dal segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld, il prossimo passo nello sviluppo di una politica di difesa strategica consisterà nella completa integrazione dei sistemi odierni e futuri in un «sistema dei sistemi». Se tutti i sistemi potessero comunicare tra loro fornendo automaticamente dati alle persone che ne hanno bisogno, i benefici che ne deriverebbero sarebbero enormi.
Boeing è oggi fortemente coinvolta e impegnata nello sviluppo dei sistemi di network centric warfare sia in campo militare che civile. In ambito militare, Boeing ha sviluppato e prodotto piattaforme e munizioni di primaria importanza a livello mondiale, e alcune di queste piattaforme sono costituite da sistemi di comunicazione. Inoltre, le commesse affidate a Boeing dal dipartimento della Difesa statunitense costituiscono parte integrante dei programmi fondamentali per lo sviluppo delle operazioni di network centric warfare.
Storicamente le informazioni sono sempre state vitali per i militari: i dettagli, la precisione, la pertinenza e la tempestività possono risultare determinanti per il risultato finale di un’operazione. Inimmaginabili appena 10 anni fa, le tecnologie oggi disponibili forniscono informazioni in tempo reale dettagliate e precise. La nuova sfida per i prossimi dieci anni sarà come integrare e distribuire nel modo migliore queste informazioni in modo da centrare gli obiettivi militari. Una parte fondamentale del compito che abbiamo di fronte consisterà nel verificare come le nuove tecnologie possano permettere ai leader militari e di governo di ridefinire gli obiettivi tenendo conto dei nuovi mezzi a disposizione: «che cosa posso ottenere con le risorse a mia disposizione e conoscendo quelle del mio nemico e la loro collocazione?»
Un approccio di network centric warfare implica l’integrazione delle informazioni ottenute attraverso i satellite, gli Awacs e il pattugliamento in volo, a terra e in mare. Ciò significa che informazioni rilevanti sono messe a disposizione, in modo automatico e sicuro, di ogni componente di uno schieramento, dal soldato semplice al comandante in capo. Che cosa accade se il pilota di un caccia vede nel suo schermo non solo gli aerei avversari rilevati dal suo radar, ma anche quelli individuati da aerei amici nello stesso spazio di battaglia o dagli Awacs? Uno scenario simile è stato testato con il data link JTIDS tra caccia F15C, generando un incremento di 2.62 volte nell’efficacia della loro azione.
Immaginate un aereo un po’ vecchiotto e quindi meno sofisticato che riceve informazioni raccolte dagli aerei più moderni della flotta. In un ambiente «network centrico» gli aerei più vecchi non rappresentano più l’anello debole della catena in quanto tutti i componenti dello schieramento ottengono dei vantaggi da ogni aereo che opera nello scenario di guerra.
Un esempio concreto può meglio illustrare il concetto: come far arrivare a un caccia Harrier II informazioni relative a un bersaglio acquisite da un Awacs? Oggi l’equipaggio dell’Awacs invia le informazioni attraverso un data link ai piloti dei caccia, i quali devono guardare i dati e tradurli in qualcosa che possa essere rintracciato nel proprio spazio radar e tutto questo continuando a volare. Al contrario, in un ambiente «network centrico» i dati sono trasmessi dai computer di bordo dei futuri Boeing 767 MC2A (multi-sensor command and control aircraft) direttamente al sistema di controllo degli Harrier, permettendo ai piloti dei caccia di agire di conseguenza non appena le informazioni appaiano sui loro schermi. In questo caso la tecnologia consente di eliminare la fase interpretativa che non aggiunge nulla alle informazioni e che, al contrario, può ingenerare errori e ritardi.
Questi criteri sono applicabili alle truppe di terra che operino con apparecchiature a banda larga, un po’ come i comuni computer palmari: con tali strumenti riusciranno a sapere che altre risorse, ad esempio i caccia e i bombardieri, sono a disposizione per agire o difendersi congiuntamente. I comandanti in capo avranno un quadro completo dello scenario di battaglia e non dovranno più correre il rischio che le informazioni arrivino in ritardo e siano incomplete. I sistemi network centrici solo quindi molto di più di un semplice data link: nell’esempio dell’Awacs che oggi invia dati al pilota del caccia, l’uso di data link è importante, ma sarebbe di maggiore utilità l’impiego di un network dove tutte le informazioni specifiche fossero a disposizione di ogni componente del sistema. Con molta approssimazione, possiamo immaginare un data link come un’email, mentre un sistema network centrico può essere paragonato all’accesso ad internet che garantisce la possibilità di accedere alle informazioni quando e da dove si vuole. Inoltre tutte le informazioni sono integrate in modo da permettere decisioni molto più rapide rispetto all’avversario.
Le operazioni network centriche cambieranno completamente il modo di condurre le guerre. Questa possibilità non è più lontana ma sarà realizzata entro un decennio: il presidente Bush ha infatti chiesto al Congresso degli Stati Uniti di stanziare 25 miliardi di dollari per i cosiddetti «sistemi transizionali». I risultati possono essere straordinari: l’efficacia di un sistema integrato risulta fino a 10 volte superiore alla somma delle parti, che si produrrebbe se ogni piattaforma agisse per proprio conto. Le tecnologie network centriche danno vita ad una nuova sfida: un reale vantaggio potrà essere ottenuto solo con una sostanziale trasformazione organizzativa e gerarchica. Proprio come l’avvento dei personal computer negli anni Ottanta ha contribuito a diffondere l’autonomia nell’elaborazione dati e nelle valutazioni sviluppando le capacità decisionali, allo stesso modo la distribuzione delle informazioni e un’accresciuta consapevolezza cambieranno il modo di dare ordini e prendere decisioni.
Gli ordini si trasformeranno sempre più in «regole d’ingaggio», del tipo «se persistono certe condizioni ... bisogna agire nel modo seguente», oppure «si può agire liberamente nel caso che certe condizioni siano soddisfatte». Un ulteriore cambiamento culturale sarà comunque necessario per ottimizzare la cooperazione interforze, in modo che, ad esempio, le truppe di terra in prima linea possano chiedere l’intervento delle forze aeree, senza che una simile richiesta passi prima per gli alti comandi militari. Naturalmente questi cambiamenti non potranno avvenire da un giorno all’altro. Lo sviluppo di nuove tecnologie è estremamente complesso e impegnativo e il loro impiego sarà necessariamente graduale. Già nelle recenti campagne in Afghanistan e in Iraq la diffusione di informazioni precise ha consentito azioni molto rapide. In un caso reso pubblico occorso recentemente in Iraq, sono trascorsi appena 12 minuti tra la comunicazione a un bombardiere del bersaglio da colpire – informazione ottenuta pochi minuti prima dalle forze di terra – e il bombardamento, effettuato tra l’altro da un aereo che fino a quel momento era in missione in una località diversa. La rapida acquisizione e diffusione di informazioni ha permesso un’efficace azione militare contro bersagli in movimento, come mai era stato possibile prima. Dato che i comandanti apprezzano i benefici che possono derivare da una struttura che consenta di prendere decisioni rapide, sono già stati apportati alcuni cambiamenti alla gerarchia militare. Se un approccio network centrico è importante per il membro più grande dell’Alleanza atlantica, lo è anche, se non di più, per quei Paesi di grande rilevanza strategica, come ad esempio l’Italia. Quando le risorse sono limitate è infatti di vitale importanza che siano usate con la maggiore efficacia possibile. L’Italia sta già valutando nuovi e importanti passi in avanti verso la modernizzazione e il rafforzamento delle comunicazioni di difesa e dei sistemi di controllo e sorveglianza: è stata ad esempio presa in considerazione l’adozione di un sistema aerotrasportato di scoperta e controllo. In Italia esistono aziende di primaria importanza che operano sia nel campo delle comunicazioni spaziali che dei radar e dei sistemi di comunicazione a terra e in volo: per questa ragione la graduale adozione di sistemi network centrici da parte di tutta l’Alleanza sarà di grande giovamento anche dal punto di vista economico. Inoltre se l’Italia adottasse un sistema militare network centrico, sarebbe possibile migliorare sia l’approccio teorico che le stesse azioni operative, rendendo più efficiente l’intero apparato militare. Il coinvolgimento industriale in sistemi di difesa network centrici offre inoltre considerevoli opportunità di estendere l’applicazione di queste tecnologie in campo civile.