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Europa/ Una strategia di potenza per Bruxelles |
RISK di Giovanni Gasparini risk n.2 - Ottobre 2003 - Gennaio 2004
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 Lo scorso 20 giugno, durante il Consiglio europeo tenuto al termine della presidenza greca dell’Ue, l’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune, Solana, ha presentato una bozza del «Concetto strategico dell’Unione», il documento destinato ad orientare l’azione e l’evoluzione della politica estera, di sicurezza e difesa europea nei prossimi anni. Il Consiglio ha mostrato l’intenzione di adottare entro fine anno una versione definitiva, opportunamente rielaborata e quindi ulteriormente dibattuta del documento, denominato «A secure Europe in a better world». Si tratta di una novità assoluta, un evento particolarmente importante, poiché rappresenta il primo documento strategico sulle problematiche di sicurezza e difesa mai predisposto a livello dell’Unione europea. Ma i punti di interesse non si esauriscono alla pur importante funzione simbolica che questo passo implica; anche i concetti prospettati dal testo paiono significativi e degni di attenzione, sebbene nei limiti dettati dall’esigenza di giungere ad un documento in linea con le disposizioni dei Trattati e accettabile per i diversi governi europei. Secondo il documento proposto, l’Unione si propone di assumere una capacità d’azione globale, coerentemente con i suoi interessi economici ed ideali. A tal fine, sarà necessario sviluppare da un lato un migliore coordinamento delle diverse decisioni nazionali, dall’altro la possibilità dell’Ue di agire direttamente tramite opportune risorse diplomatiche e militari. Il documento analizza il nuovo contesto di sicurezza globale e le minacce alla stabilità, individuandole nel terrorismo internazionale, nella proliferazione della armi di distruzione di massa e nella presenza di aree senza governo; si propone inoltre tre obiettivi strategici, rappresentati dall’allargamento dell’area di sicurezza in prossimità dell’Europa, il rafforzamento dell’ordine internazionale e il confronto, anche con strumenti militari, delle minacce emergenti. La soluzione dei problemi internazionali è sempre inquadrata in un contesto di collaborazione con la comunità internazionale ed esplicitamente all’interno della relazione transatlantica. La presentazione del documento ha innescato un processo di discussione ed analisi a livello europeo ed atlantico particolarmente importante per gli sviluppi futuri della politica estera e di difesa europea. Questo dibattito si intreccia con le iniziative portate avanti in parallelo dalla Convenzione europea, i cui lavori al nuovo Trattato contenente la Costituzione europea hanno determinato una serie di proposte istituzionali tese a favorire lo sviluppo di una sempre maggiore coesione europea in materia di difesa e politica estera. Si tratta pertanto di un momento particolarmente propizio per l’Italia, presidente di turno dell’Unione a partire da luglio e fino a fine anno. L’azione della presidenza italiana, che ha dichiarato esplicitamente fra i propri obiettivi di promuovere una crescente integrazione europea in materia, dovrebbe quindi proporsi di raggiungere non solo il traguardo importante dell’approvazione del nuovo Trattato, proteggendo i contenuti innovativi in esso raccolti, ma anche di far adottare il Concetto strategico dell’Unione (al quale si potrebbe accompagnare anche un «Libro Bianco» della Difesa europea, in preparazione), necessario complemento al quadro istituzionale della Pesd (Politica europea di sicurezza e difesa).
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