Il libro costituisce una serena e approfondita analisi del fenomeno terroristico islamico, condotta con grande onestà intellettuale e scevra da ogni condizionamento di parte. Allam afferma che oggi la principale e di gran lunga più pericolosa fonte alimentatrice del terrorismo estremista islamico si annida nell’ambito degli Stati occidentali dai quali, poi, partono i terroristi islamici, per seminare la morte nei loro Paesi d’origine. Anche se ritengo che l’affermazione non debba essere accettata in termini assoluti, rimane innegabile che i regimi che guidano i Paesi arabi, sono molto meno liberali e democratici dei Paesi occidentali.
A dispetto e smentita delle tante accuse di «razzismo» irresponsabilmente agitate dai partiti dell’area di sinistra, il liberalismo e il sistema autenticamente democratico dell’Occidente, finisce per favorire il nascere e l’operare di cellule eversive che a casa loro (araba) avrebbero vita assai più difficile.
Tale fenomeno è favorito, in particolare «da una realtà giuridica degli Stati occidentali, segnatamente di quello italiano, inadeguata per combattere alla radice questo terrorismo fanatico e globalizzato, da una sorprendente trasversalità ideologica, religiosa e politica, dove prevale l’odio nei confronti dell’America e di Israele e dove si ha nei confronti dei kamikaze, un atteggiamento di comprensione e tolleranza, simile a quello che la sinistra in Italia tenne inizialmente nei confronti dei brigatisti rossi, quando li si definivano: «compagni che sbagliano».
L’autore si chiede: «Fino a quando l’Occidente resterà succube di questo sonno della ragione?» «Il peccato originale dell’Occidente - dice Magdi Allam - risiede nell’erronea percezione dei musulmani. L’Occidente ha scambiato gli integralisti e gli estremisti islamici in fuga dai propri Paesi, spesso per sfuggirne la giustizia, con degli oppositori e dei perseguitati politici democratici, concedendo loro il diritto d’asilo e soprattutto concedendo loro di mettere le mani sulle moschee». La rete delle stesse ha finito per diventare una rete di arruolamento e di indottrinamento di aspiranti mujahidin e di aspiranti kamikaze, attraverso una connessione operativa tra la predicazione di valori radicali, l’adozione di una ideologia estremista, la militanza rivoluzionaria e l’adesione alla fede nel martirio. Purtroppo nei confronti dell’azione di queste vere e proprie cellule eversive, il nostro ordinamento ha grande difficoltà a procedere. «In Italia ma anche in altri Paesi occidentali - afferma Allam - è in atto un processo di revisionismo, che si basa sull’assunto che, fintanto che non si trovano delle armi, significa che non c’è terrorismo! Questo è spesso elemento di frustrazione per gli operatori dell’intelligence e delle forze di polizia, e nel contempo un invito a nozze per chi si propone di arruolare kamikaze, cioè bombe umane».
Che fare? L’autore ricorda che negli Usa, dopo l’11 settembre, è stato introdotto il Patriot act: una legge che autorizza la polizia a compiere qualsiasi azione preventiva, abbassando il livello di garantismo per il soggetto. Dopo essersi chiesto se esiste una via mediana che, pur nel rispetto dei diritti della difesa, consenta alla collettività di difendersi, Allam afferma: «Certamente non possiamo permetterci il lusso di stare a braccia conserte, o, peggio ancora, di perderci in sterili disquisizioni giuridiche e filosofiche». Lungo tutto lo sviluppo del libro si trovano e si apprezzano giudizi lucidissimi sulla nascita e sullo sviluppo di Al Queda, sull’evoluzione della strategia e sugli scopi cui tende Osama Bin Laden, sulle reali capacità dell’Onu, molto spesso sopravalutate o usate per scopi di bottega politica, sul distacco irresponsabile con il quale una grossa parte della comunità occidentale, ancora oggi, tratta la minaccia terroristica. Al termine l’autore conclude con una pressante esortazione: «L’importante è prendere finalmente coscienza che siamo in guerra. Che c’è una guerra scatenata dal terrorismo contro l’Occidente e il mondo libero. Che è una guerra che si può e si deve vincere. Con il coinvolgimento di tutti, compresa la maggioranza dei musulmani, che condivide i valori fondanti della nostra umanità».
Magdi Allam
Kamikaze made in Europe
Mondadori
86 pagine, 10 euro