La fine dello scorso anno e l’inizio del nuovo sono stati caratterizzati da alcune importanti decisioni che hanno coinvolto alcuni dei principali gruppi industriali europei dell’aerospazio e difesa e, in particolare, l’industria italiana. Ad esse si sono aggiunte alcune prese di posizione di altri gruppi che potrebbero preludere decisioni di più ampio respiro. L’industria europea sembra, quindi, aver ripreso una capacità d’iniziativa che negli ultimi anni risultava appannata e, soprattutto, sembra essersi rimessa alla ricerca di un sistema industriale più concentrato e competitivo.
La prima decisione, in ordine di importanza, è relativa all’accordo fra Finmeccanica e Bae systems per dare un diverso assetto alle loro attività nell’elettronica per la difesa. Finmeccanica acquisisce la maggioranza delle attività avioniche europee di Bae (ma in prospettiva potrebbe rilevarle integralmente) e le sue attività nelle comunicazioni, rafforzando così la sua controllata Selenia communications. Viene, invece, divisa la joint-venture Ams con il ritorno della parte italiana a Finmeccanica (che, però, acquisisce le attività inglesi nell’ Air traffic Control) e di quella inglese a Bae.Risulta, quindi, più evidente la deriva transatlantica che sta assumendo il gruppo inglese, confermata dalla possibile acquisizione dell’americana United defence e dalla decisione di scendere dal 35% al 20% di Saab, l’industria svedese produttrice del velivolo Grippen, cedendo la responsabilità della sua commercializzazione internazionale. In quest’ottica la riacquisizione della parte inglese di Ams va ricollegata alla volontà di Bae di rimanere presente nel settore navale e nei sistemi C4Isr dove possono risultare importanti le competenze di un produttore di sistemi ed apparati complessi.
Nello stesso tempo è evidente che Finmeccanica riconquistando l’autonomia nell’elettronica della difesa, potenziando le comunicazioni in un’ottica multidomestica e costruendo un gruppo multidomestico nell’avionica (che è anche il maggiore responsabile del velivolo Eurofighter), si prepara a diventare un player europeo nell’elettronica. Questo le consentirà una libertà di manovra fino ad ora impensabile anche nel campo delle alleanze.
La seconda decisione ha riguardato il settore spaziale dove Finmeccanica ha raggiunto un accordo con Alcatel, dando vita ad un’alleanza basata su due società: una manufatturiera a maggioranza francese (65%) e una nei servizi spaziali a maggioranza italiana (65%). È quest’ultimo un settore destinato a conoscere un forte sviluppo nei prossimi anni non appena le applicazioni spaziali cominceranno ad espandersi anche al di fuori della trasmissione di voce, dati e immagini come è stato fino ad ora e in cui Finmeccanica, se riuscirà a rafforzare ulteriormente la nuova j-v, potrà giocare un ruolo di primo piano.
Con questa operazione l’industria spaziale europea sembra aver raggiunto un adeguato livello di concentrazione in grado di assicurare la competizione sul mercato continentale. Altri passi potranno essere compiuti, se si realizzeranno le necessarie condizioni politiche e giuridiche, in un’ottica transatlantica. In questo settore, infatti, come in altri dove è forte l’attività commerciale (ad esempio l’elicotteristica), la costituzione di un polo monopolistico europeo presenterebbe dei rischi per l’efficienza del mercato e, in prospettiva, rischierebbe di compromettere la competitività dell’industria sul mercato internazionale.
Un terzo avvenimento riguarda il coinvolgimento del settore navale nel processo di ristrutturazione. Il programma italo-francese per le fregate Fremm ha innescato una reazione a catena che potrebbe portare ad una sistematizzazione dell’industria navale europea. L’industria navale italiana è riuscita a mettersi in una posizione particolarmente favorevole perché nelle unità di superficie si trova alleata con quella francese (oltre alle Fremm, nelle più complesse Orizzonte), mentre è con quella tedesca nelle unità subacquee (U 212 A). La strategia di Fincantieri dovrebbe, quindi, consentire a questo gruppo di rimanere al centro di una futura riorganizzazione. In questo quadro non va dimenticato che Finmeccanica controlla la Wass che partecipa al 50% di Eurotorp insieme all’industria francese (Thales + Dcn), il consorzio che realizza il siluro Mu 90 e che l’altra importante industria siluristica, la tedesca Atlas, è controllata da Bae che, però, non sembra particolarmente interessata al settore. Vi sono, quindi, le condizioni per una riorganizzazione del comparto, seguendo l’esempio del polo missilistico europeo Mbda.
Il quarto fronte è relativo alla partita che si è cominciata a giocare sul futuro di Eads. Quest’estate, infatti, scadrà l’accordo fra gli azionisti francesi e tedeschi per il controllo congiunto della maggioranza. Poiché su ambedue i fronti alcuni azionisti sembrano coltivare altri interessi prioritari, l’intero assetto azionario rischia di entrare in fibrillazione. E questa è probabilmente la chiave di lettura per l’ipotesi di integrazione Eads - Thales che sembra sostenuta dalla parte francese di Eads rispondendo più alla logica del mantenimento e rafforzamento del controllo da parte francese che non ad una logica di efficienza industriale. È, infatti, evidente che nel caso di una fusione, essendo Thales totalmente sotto controllo francese, il gruppo risultante vedrebbe una maggioranza relativa in mani francesi, seppur suddivisa fra diversi azionisti. Ma la capacità francese di fare sistema in difesa degli interessi nazionali è talmente forte da assicurare la coesione del controllo.
In questo quadro l’industria italiana vede aprirsi nuove finestre di opportunità. L’individuazione da parte di Finmeccanica dei segmenti di aerospazio e difesa sui quali vuole concentrare le sue risorse umane e finanziarie rappresenta un elemento di chiarezza nella definizione della sua prospettiva strategica. Si è, infatti, confermata la volontà di uscire progressivamente dai settori civili e, insieme, si sono definiti i segmenti prioritari: elicotteristica, elettronica per la difesa, velivoli. Concentrandosi su queste aree di eccellenza tecnologica si potranno perseguire ulteriori rafforzamenti attraverso acquisizioni ed alleanze.