archivio_libri

 


vai

 

 

 Archivio libri


terzopolo

 

 


 Todi

maggio_home_page

vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

Il grande sonno della ragione

RISK
di Luigi Ramponi
risk n.7 - Giugno - Settembre 2005

Torna al sommario
risk7
In «Vincere la paura» appare chiaro, sin dalla lettura del titolo, l’intento dell’autore, lo scopo del suo sforzo e del suo impegno: fare in modo che l’Occidente reagisca in maniera decisa nei confronti del terrorismo islamico, vincendo la paura ed assumendo così un comportamento meno fiacco e stupidamente speranzoso che un atteggiamento di sopportazione - o di sottostima del pericolo o di falsa umanitarietà - possa placare la rabbia terrorista. Per riuscire a far «vincere la paura» Allam, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, non minimizza la portata della minaccia. Al contrario ne esalta l’altissima pericolosità. Quindi, non vincere la paura perché il nemico è debole, ma vincere la paura perché un nemico terribile va affrontato con tanto coraggio e senza paura.
Gli esempi di tale coraggio ci sono offerti dai tanti autentici eroi che oggi, specie in Iraq, affrontano coscientemente il rischio della morte, a volte purtroppo soccombendo, pur di non cedere alla minaccia terrorista. Eroi che ogni giorno combattono per dimostrare che «gli arabi e i musulmani di per se non sono incompatibili con la libertà e la democrazia»; e quindi per dimostrare la falsità delle gratuite affermazioni dell’estremismo islamico.
Ma tali falsità possono ancora oggi trovare un fertile terreno di ascolto in quello che Magdi Allam chiama «l’Islam che mi fa paura», nel quale una interpretazione chiusa, limitata, condizionata dall’odio preconcetto ancora oggi di ampie fasce della popolazione araba, nei Paesi d’origine, ma anche in Europa, finisce per costituire l’humus per lo sviluppo di movimenti terroristici. Mentre da una parte l’autore esorta a non generalizzare nell’analisi che deve essere condotta nei confronti dell’Islam e sulla necessità di non ritenere che la comunità musulmana sia permeata da un credo di astio e di odio per l’Occidente, dall’altra denuncia con grande chiarezza e dovizia di particolari come una frangia assai pericolosa, in percentuale minima 1-2% rispetto al complesso della comunità, ma estremamente feroce e ben collegata ed organizzata, dia vita ad una minaccia che l’Occidente deve ben individuare e combattere senza quartiere.
È proprio nella incapacità di questo saper individuare e voler duramente contrastare che Magdi Allam identifica e denuncia la inadeguatezza dell’azione dell’Occidente. Per l’Italia in particolare egli lamenta: «troppa ignoranza e troppa superficialità. Tanta complicità e troppo ideologismo, che fanno il gioco dei mestatori dell’odio e dei nemici del sistema di vita della civiltà occidentale».
Individua anche molto chiaramente la parte politica più compromessa da questa scelta e denuncia: «la sinistra italiana ha perso, nella sua cieca e impietosa rincorsa del potere, il bene fondamentale degli esseri umani: il buonsenso. Ebbene io oggi, dice Allam, sto con l’Italia e con l’umanità del buonsenso che significa onestà umana, rettitudine morale, coraggio intellettuale».
Vi è oggi il rischio della resa dell’Europa di fronte al pericolo del terrorismo islamico? Si, risponde l’autore, il rischio c’è, per tre ragioni. La prima: l’Europa ha favorito di fatto l’avvento, l’affermazione, la diffusione del radicalismo islamico sul proprio suolo. La seconda: l’errata percezione politica secondo la quale se l’Europa e l’Occidente la smettessero di fare i cattivi, i terroristi diventerebbero buoni. La terza: la divisione politica dell’Europa nell’affrontare e contrastare la minaccia terroristica avente come protagonista il cosiddetto «movimento pacifista».
Da questi errori, dice l’autore, l’Europa deve liberarsi svegliandosi dall’attuale «sonno della ragione». Dopo aver indicato con grande chiarezza ed onestà intellettuale i diversi aspetti della minaccia del terrorismo islamico, nell’ultimo capitolo l’autore mette in luce i molti e importanti elementi che inducono alla speranza. Fra questi: il pensiero espresso a partire dai primi del 1800 da numerosi uomini politici, religiosi, pensatori illustri del mondo arabo musulmano che l’autore riporta in sintesi e che dimostra l’esistenza di una riforma illuminista, in nuce, nel mondo arabo e islamico. Oggi da tutte le parti dell’area si levano, sempre più forti, voci coraggiose non soltanto contro il terrorismo che vede musulmani massacrare altri musulmani, ma contro il terrorismo tout court. I processi di democratizzazione in atto, seppur in maniera diversa, nei vari paesi Islamici.
L’impegno di molti musulmani nella lotta contro il terrorismo e tanti altri segnali e iniziative che danno al libro una conclusione propositiva e una base sicura per «vincere la paura».
Nei confronti di queste iniziative e di tali impegni, l’Occidente deve in primo luogo promuovere, sul proprio territorio, la nascita di un movimento islamico, laico, moderato, liberale. Al suo interno possono coesistere varie anime a condizione che tutte rispettino nella sostanza e nella lettera le leggi dello Stato e i valori fondanti della Costituzione. In secondo luogo deve favorire e sostenere lo sviluppo della democrazia nei paesi islamici. Democrazia vuol dire tolleranza, accettazione della libertà religiosa, della diversità nella cultura, nella lingua, nella tradizione.
Gli attentati di Londra hanno reso per certi versi profetico il libro di Allam, rendendone importante la lettura. Ma al di là di questo, gli attentati hanno forse finalmente fatto aprire gli occhi agli europei, al mondo occidentale, in particolare agli italiani, rendendo inaccettabili certi atteggiamenti smaccatamente privi di buon senso più o meno diffusi nella sinistra italiana, ed hanno indotto i responsabili della guida del Paese a procedere con decisione e coraggio. In tal modo si sono allineati con l’esortazione di Magdi Allam che dichiara: «Come cittadino italiano che aspira a un’Italia forte e sicura, come musulmano laico impegnato nella guerra al terrorismo di matrice islamica, dico ad alta voce che l’Italia e gli italiani non possono e non debbono accettare compromessi di alcuna sorta a casa propria, per nessunissima ragione».
 

web agency Done Communication