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VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE
Per difendere l'unita d'Italia e ricostruire la Repubblica
(Todi, 20-21-22 maggio 2010)
Le elezioni regionali hanno confermato la vitale presenza di una forza autonoma, distinta per programmi e valori, dai contenitori che, a destra e a sinistra, danno vita all'anomalo bipolarismo italiano. *** La crisi di questo assetto si fa sempre più evidente. Sia nel Pd che nel Pdl, scissioni o divisioni, figlie di fondamentali differenze di visioni istituzionali, logorano ulteriormente il rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini, come il nuovo record di astensioni ha drammaticamente messo in luce. Una litigiosità ormai oltre i limiti del lecito occulta l'interesse nazionale: così le riforme rimangono perennemente al palo. E il rischio del declino continua a incombere. *** Si moltiplicano gli attacchi all'unità nazionale e al concetto stesso di nazione, appena nascosti dietro un confuso progetto di federalismo che rischia di appesantire i costi di una burocrazia invasiva. *** Nello stesso tempo appare sempre più urgente una vera e propria rifondazione della Repubblica, del senso dello Stato e del dovere, del rapporto fra i diversi poteri.
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Nazione e Repubblica sono i due pilastri storici ed etici del sistema-Italia che oggi chiedono di essere ricostruiti, pena il decadimento dell'intera nostra comunità. *** Per poter adempiere a questo compito occorre un cambio di passo. All'interno dei principali partiti e fuori da essi. Per quanto ci riguarda non basta più un partito di interposizione tra i due schieramenti. Bisogna avere il coraggio di mettere in campo una nuova offerta politica: figlia delle grandi culture del Centro ma capace di andare oltre le vecchie caselle della geografia sistemica per proporre a tutti gli italiani un soggetto in grado di governare la "seconda modernizzazione" del Paese. *** Un nuovo partito capace di "ricucire" la Nazione e la Repubblica. Un nuovo partito di ispirazione cristiana e liberale. Un nuovo partito promotore di un grande rassemblement riformista per fare della "rivoluzione liberale" non più un sogno irrealizzato, ma una realtà di governo.
È possibile? E, se non ora, quando?
Per informazioni rivolgersi alla fondazione liberal: 06.6978.7146 www.liberalfondazione.it -
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