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Appena il conflitto in Iraq è terminato, il presidente George Bush ha de-dicato il suo primo discorso alle iniziative da prendere per favorire la ripresa, anche allo scopo di evitare l’errore del padre che nel 1991 vinse la prima guerra del Golfo, ma l’anno dopo perse la sfida elettorale con Bill Clinton perché non aveva saputo affrontare la recessione economica. Dalla fine della Guerra fredda, l’ultima superpotenza rimasta non aveva mai dovuto affrontare nello stesso tempo tante sfide (l’intervento in Afghanistan, l’offensiva contro il terrorismo sul fronte interno e quello internazionale, la crisi economica accentuata dagli attentati di New York e Washington, gli scandali finanziari e contabili cominciati col fallimento della multinazionale Enron, la guerra in Iraq) che oltre a determinare il suo ruolo nel mondo definiranno anche il suo carattere per i prossimi decenni. L’intero Paese riflette sui cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi due anni, attraverso un dibattito pubblico nazionale che non servirà solo a giudicare l’efficacia della presidenza Bush, ma anche a decidere la direzione che gli Stati Uniti dovranno prendere nel prossimo futuro. In questo libro, i pareri di alcune delle migliori intelligenze che stanno partecipando a questo dibattito, all’interno del governo e dell’opposizione, dell’accademia, della finanza e dell’imprenditoria.
Paolo Mastrolilli e Maurizio Molinari sono corrispondenti dagli Stati Uniti del quotidiano La Stampa.

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