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Una prima volta Dio muore in croce. Una seconda volta, nei libri, sotto le irrisioni di Marx e Nietzsche. Una terza volta, in mezzo al fango dei secoli che trascorrono. Perché l’Europa, caso unico al mondo, è diventata il continente di atei dove si vive «come se Dio non esistesse»? E perché sul resto del pianeta si uccide allegramente in nome dell’Essere supremo? Le domande che André Glucksmann pone in questo libro e alle quali cerca di trovare risposta, hanno come comune deno-minatore quella ricerca sulle origini della violenza a cui il filosofo francese ha dedicato la sua intera opera. Un tema sempre di attualità, ora più che mai, dopo che il nuovo terrorismo ha ingaggiato la sua partita mortale con le democrazie e che la parola «guerra» non è più un tabù. Le radici mitiche della violenza, il ruolo delle religioni, il valore della parola libertà, l’integralismo e la volontà di distruzione, tra simboli e cruda cronaca del reale.
André Glucksmann filosofo e saggista, è stato lungamente impegnato in favore dei dissidenti sovietici, dei boat-people vietnamiti e, da ultimo, del popolo ceceno. Tra i suoi libri più recenti, Dostoevskij a Manhattan (liberal libri, 2002), dedicato all’attentato alle Torri gemelle e alla ‘nuova guerra’ contro il terrorismo.La terza morte di Dio ha vinto il premio liberal Trieste 2001.

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