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Il mito dell’Onu è una delle ultime “vulgate” italiane. È il mito del pacifismo, brandito sia contro l’interventismo umanitario degli anni Novanta che contro l’interventismo democratico seguito all’11 settembre. Ma l’interesse dei partiti e dell’opinione pubblica verso le Nazioni Unite è stato a corrente alterna e sempre in funzione della convenienze interne. Dal 1945 a oggi, sul ruolo da affidare alla grande istituzione nata con la vittoria degli alleati nella seconda guerra mondiale - così come su altri temi di politica estera -sono transitati conflitti e divisioni tra centro e sinistra prima, tra centrosinistra e sinistra poi e di nuovo tra centrodestra e centrosinistra. In questo libro si ricostruisce un dibattito che dura quasi da sessant’anni, a cominciare dalla stessa formulazione dell’articolo 11 della Costituzione, coniato proprio in funzione dell’ammissione dell’Italia, Paese sconfitto, all’Assemblea generale e finendo con la profonda lacerazione di questi anni sulla capacità e sull’incapacità del Palazzo di Vetro di essere la sede di un governo multilaterale del mondo.
Fabio Grassi Orsini, diplomatico di carriera dal 1960 al 1982, è professore ordinario all’Università di Siena dove insegna Storia dei movimenti e dei partiti politici e Storia contemporanea.

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