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Mentre gli Stati Uniti perseguono una “strategia futura per la libertà” in tutto il Medio Oriente, Michael Novak approfondisce il desiderio di libertà che muove non solo i cristiani e gli ebrei ma inevitabilmente anche i musulmani. Nel suo libro, Novak traccia la storia centenaria della crescita del terrorismo nei regimi dittatoriali ma non si esime dal sottolineare le tendenze autodistruttive del secolarismo nelle democrazie occidentali. Auspicando un civile e solidale confronto tra culture, l’autore cerca di delineare i possibili sviluppi che si verificheranno nei prossimi secoli nella sfera della cultura, della politica e dell’economia. Tale dialogo deve essere tuttavia principalmente spirituale - perché questo è l’unico canale percorribile per soddisfare l’attuale sete di spiritualità dell’Islam - e deve imperniarsi sui quattro punti cardinali di quella che Novak definisce una “ecologia morale” indispensabile alla costruzione di una cultura globale incentrata sul concetto di “Caritapolis”: l’umiltà culturale, il rispetto per il valore normativo della verità, il rispetto dell’individuo e la solidarietà umana.
Michael Novak, teologo, politologo, teorico dell’economia e di scienze sociali, esponente di spicco del cattolicesimo neoconservatore, è convinto fautore della conciliazione tra l’etica cattolica e lo spirito del capitalismo. Negli anni Ottanta fu uno dei giovani ideologi che saldarono “l’alleanza” tra la presidenza Reagan e il papato di Giovanni Paolo II, di cui è stato fino all’ultimo consigliere fidato. Elemento centrale dei suoi studi, è il superamento di quella diffidenza che la Chiesa e gli intellettuali cattolici nutrono e hanno nutrito verso il libero mercato. Nato a Johnstown in Pennsylvania nel 1933, è attualmente direttore di Studi sociali e politici dell’American Enterprise Institute.

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