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Le memorie della moglie di Osip Mandel’stam, il grande poeta russo morto nel gulag alla fine degli anni Trenta, sono “un Giudizio universale, sulla terra, per l’epoca dell’autrice e per la letteratura di quell’epoca” (Josif Brodskij) e un punto di riferimento fondamentale per chiunque voglia sapere cosa è stata la Russia di Stalin.
Anni Trenta. In una cerchia esclusiva dell’intellighenzia moscovita circola una poesia su Stalin, definito “il montanaro del Cremlino, l’assassino, lo sbaraglia-mugicchi”. L’ha scritta Osip Mandel’stam, una delle più importanti figure del Novecento letterario russo e europeo. Una delazione, e inizia il viaggio del poeta nella vertigine stalinista. Arresto, carcere, confino. Sua moglie Nadezda gli resta vicina fino al secondo arresto, nel 1938. Poi il lager e la morte, in circostanze mai accertate. Questo libro di memorie, uscito nel 1970, è il tributo che la donna che fu per diciannove anni la moglie di Mandel’stam e per quarantadue la sua vedova, dedica al destino di un’intera generazione di scrittori, maturata neglia anni Venti e poi stroncata dalle purghe staliniste del decennio successivo. Una commedia umana in cui si alternano avvenimenti e personaggi terribili e indimenticabili: l’onnipotente e onnipresente Stalin, Bucharin, il coraggioso Pasternak e l’affettuosa Anna Achmatova, Viktor B. Sklovskij ed Ehrenburg. E poi i tanti scrittori compromessi col potere, la folla di “anime morte” che rendono possibili le degenerazioni più aberranti del sistema. Su tutti, Osip e Nadezda, che sarebbe diventata scrittrice a sessantacinque anni per onorare fino in fondo la missione di custode della poesia del marito e della memoria della sua persecuzione.
Nadezda Jakovlevna Chazina (1899-1980) divenne moglie, a vent’anni, di Osip Emil’evic Mandel’stam, uno dei maggiori poeti russi del secolo, morto in un lager presso Vladivostok nel 1938, le cui opere continuarono a circolare clandestinamente fino al crollo dell’Urss (la salvezza dei manoscritti, sottratti alla censura stalinista, si deve proprio alla vedova, che visse in Russia fino alla morte). Dopo L’epoca e i lupi, la Mandel’stam ha scritto Le mie memorie, uscito nel 1971.
LETTURE UNA TESTIMONE IMPAREGGIABILE di Vittorio Strada

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