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Nel 1956, 101 intellettuali comunisti si dissociarono dal sostegno dato a Togliatti all'intervento sovietico a Budapest e solidarizzarono con la rivoluzione ungherese per non stare "dalla parte sbagliata". Fu un gesto di rivolta culturale e politica contro una delle scelte che hanno bloccato l'evoluzione della sinistra italiana. Cinquant'anni dopo Valentina Meliadò ricostruisce, attraverso testimonianze dirette, le passioni, le speranze e le idee dei protagonisti di quell'atto di rottura. Alcuni di essi scelsero un impegno liberale, altri continuarono la loro militanza nel Pci, altri si spostarono ancora piùa sinistra. Il libro comprende una franca e irriverente rievocazione di quella stagione fatta da Lucio Colletti, che parlò con l'autrice poco prima della morte.
Valentina Meliadò, 32 anni, giornalista pubblicista, si è lauerata in Storia Contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma, con una tesi sulla Rivoluzione Ungherese. Attualmente è collaboratrice del programma radiofonico Rai Radianch'io.
LETTURE: PREFAZIONE di Renzo Foa

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