|
Tredici anni fa cominciò il lavoro di liberal. Un’impresa allora non facile quella di dar vita a un centro culturale autonomo con un progetto ambizioso: rappresentare l’unione di quelle culture laiche e cattoliche che, per arrivare a disegnare il sentiero di una nuova storia italiana, muovevano verso il superamento della loro antica «alterità». Verso il superamento, cioè, dell’anomalia italiana per eccellenza: la questione romana, la sindrome di Porta Pia. Un progetto che si è realizzato anche grazie al contributo di Giorgio Rumi, storico di vaglia, lombardo e cattolico, uomo di rara ironia e saggezza, che con liberal condivideva l’idea di fondo, quella di promuovere una nuova alleanza tra l’umanesimo laico e quello cristiano intorno ai concetti chiave del liberalismo popolare. Liberal dunque non nell’accezione «progressista» americana: ma come nuovo logo (e anche nuovo logos) per rilanciare l’assai poco frequentata cultura liberale in Italia. Questo libro, che raccoglie gli scritti più importanti di Rumi apparsi, nell’arco di dodici anni, prima su liberal mensile, poi sul settimanale e, da ultimo, sul bimestrale, vuole rendergli omaggio. Nella consapevolezza che le idee che hanno sostenuto questo progetto dimostrano ora più che mai tutta la loro vitalità.
GIORGIO RUMI. Nato nel 1938, è stato docente di Storia contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano. Firma di rilievo del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, di Avvenire e dell’Osservatore Romano, condirettore nel 1995 di liberal mensile, ha ricoperto numerose cariche istituzionali (Cnr, Fondazione Balzan, Irer, Isap, Accademia San Carlo Borromeo, Consiglio di Amministrazione dell’Università Statale di Milano, Società Storica Lombarda, Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, Teatro alla Scala e Consiglio di Amministrazione della Rai). Scrittore prolifico e profondo, i suoi interessi di storico si sono concentrati sull’Italia contemporanea, sulla Lombardia e sulla posizione della Chiesa nelle relazioni internazionali. Tra i suoi ultimi libri: Gioberti (2000) e Don Carlo Gnocchi. Vita e opere di un imprenditore della carità (2002). È scomparso a Milano il 30 marzo 2006.

|