|
Nel decalogo del terrorismo il comandamento supremo è «Uccidi». A differenza che in guerra, dove lo scontro col nemico avviene ad armi pari, l’attentato terroristico contro un singolo o un gruppo è asimmetrico, anche quando l’omicidio coincide col suicidio dell’attentatore. L’imperativo categorico «Devi uccidere!» investe però non soltanto il corpo, bensì anche l’anima del terrorista, la sua responsabilità morale. L’assassinio terroristico, se non è prezzolato, viene compiuto in nome di un Valore assoluto, religioso o laico, che legittima chi lo perpetra contro i principi dell’ordine che vuole annientare. Questa problematica ha trovato la sua espressione più intensa e profonda nel terrorismo russo dell’Otto e Novecento, prefigurando situazioni attuali. Attraverso l’analisi di figure, vicende, riflessioni della storia del populismo e del bolscevismo, Etica del Terrore illumina in modo nuovo un passato tuttora presente, grazie anche alla lettura di grandi opere letterarie aperte a questo drammatico tema..
VITTORIO STRADA è autore di numerosi saggi sulla storia della cultura e letteratura russa. Già professore all’Università di Venezia, dal 1992 al 1996 ha diretto l’Istituto italiano di cultura a Mosca, nella cui Università ha svolto i suoi studi di filologia dopo essersi laureato in filosofia a Milano. Ha ideato e diretto la Storia della letteratura russa in sette volumi edita in Francia da Fayard e in Italia, parzialmente, da Einaudi. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricorda EuroRussia. Letteratura e cultura da Pietro il Grande alla rivoluzione (Laterza, 2006). Con liberal Edizioni ha pubblicato Autoritratto autocritico. Archeologia della rivoluzione d’Ottobre (2004) e La rivoluzione svelata. Una lettura nuova dell’Ottobre 1917 (2007) che a Etica del Terrore è intrinsecamente legato.

|