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Questo libro non è un'ennesima storia o cronaca di ciò che nell'ottobre 1917 avvenne a Pietrogrado e in Russia, ma qualcosa di nuovo: una visione dei "dieci giorni che sconvolsero il mondo" attraverso il prisma delle riflessioni, per lo più finora ignorate o ignote, dei maggiori uomini di cultura russi (storici, filosofi, letterati, politici), di tendenza per lo più liberale e socialista, sul senso e il valore di un evento che ha determinato il corso della storia del Ventesimo secolo. Dal loro insieme esce uno spaccato inedito, profondamente problematico e critico della rivoluzione nella sua fase iniziale (quella leniniana, fino alla metà degli anni Venti), ma già segnata da quello che sarà lo sviluppo successivo. Un libro che apre spazi a una nuova comprensione dell'Ottobre russo, del suo significato, delle sue ripercussioni internazionali. A novant'anni di distanza, un'occasione per ripensare liberamente la "rivoluzione d'Ottobre".
VITTORIO STRADA, già professore all'Università di Venezia, è autore di numerosi studi sulla storia della cultura e letteratura russa. Ha diretto l'Istituto italiano di cultura a Mosca dal 1992 al 1996. Ha ideato e diretto la Storia della letteratura russa in sei volumi edita in Francia da Fayard e in Italia, parzialmente, da Einaudi. Ha fondato e diretto la rivista internazionale "Rossija/Russia", ora pubblicata a Mosca. Il suo ultimo libro è EuroRussia. Letteratura e cultura da Pietro il Grande alla rivoluzione (Laterza 2005). Con liberal Edizioni ha pubblicato Autoritratto autocritico. Archeologia della rivoluzione d'Ottobre (2004).

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