|
Attraverso una potente critica all'egemonia culturale della sinistra, Franco Ricordi intravede la possibilità di una nuova rivoluzione per la libertà della cultura, che si identifica nella stessa coscienza dell'Europa: l'elaborazione di un neo-moderatismo proteso non tanto a cambiare il mondo, quanto a un'ultima possibilità di salvarlo. Le radici culturali del moderatismo vanno a recuperare in tutta Europa, da Dante a Shakespeare, da Montaigne a Lessing, da Cervantes a Schiller e Leopardi, da Jaspers alla Arendt, fino a Levinas e Severino. E vanno indagate per quello che rappresentano in una dimensione etico-estetica: l'ultima e disincantata possibilità di un pensiero moderato in cui confluiscano inevitabilmente arte, religione e ideologia. Una proposta che coniughi necessariamente politica e filosofia, in maniera nuova e diversa dal XX secolo. Una liberazione culturale dal totalitarismo che, nel secolo XX, si è imposto attraverso le offensive del marxismo e poi della spettacolarità. Un pensiero tragico, ancorché speranzoso in una redenzione dell'uomo.
FRANCO RICORDI è nato nel 1958. Regista, attore e direttore artistico di Teatro, è anche filosofo e saggista. Si è affermato attraverso una rilettura creativa dei grandi classici (Seneca, Shakespeare, Kleist, Grabbe, Strindberg) ma anche con la proposta di autori nuovi (Rohmer, AAmann, Pasolini, Noren, Manfridi). È stato direttore del Teatro Stabile d'Abruzzo dal 2003 al 2006 e ha pubblicato tre libri: Lo spettacolo de nulla (Bulzoni, 1998), Essere e libertà (Bulzoni, 2002), Le mani sulla cultura, (Gremese, 2008). Dal 2009 è collaboratore di liberal. |













