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Tutte le ideologie sono crollate, si dice in Occidente, e dopo oltre un quarantennio dal '68 sembra che siano esauriti anche tutti gli ideali. I giovani, non possiedono più un'utopia, uno sguardo verso una vita più degna di essere vissuta, una società più giusta. Ma se la rivoluzione del '68 risulta ormai più che introvabile, ecco che nel secondo decennio del Duemila si intravede qualcosa: un nuovo entusiasmo etico che si possa riferire al personaggio e al testo di Amleto. La riflessione filosofica del giovane principe, il suo rappresentare l'epicentro del teatro – ma anche della letteratura, della filosofia e delle arti moderne – si pongono come alternativa al nuovo totalitarismo che, mascherato da una falsa democrazia globalizzata, si impone su scala mondiale: è questo il totalitarismo spettacolare della nostra epoca, il nichilismo che ha superato completamente le categorie politiche della destra e della sinistra, e si propone nella mistificazione dell'essere nell'apparire.
Attraverso una potente critica all'egemonia culturale della sinistra, Franco Ricordi intravede la possibilità di una nuova rivoluzione per la libertà della cultura, che si identifica nella stessa coscienza dell'Europa: l'elaborazione di un neo-moderatismo proteso non tanto a cambiare il mondo, quanto a un'ultima possibilità di salvarlo. Le radici culturali del moderatismo vanno a recuperare in tutta Europa, da Dante a Shakespeare, da Montaigne a Lessing, da Cervantes a Schiller e Leopardi, da Jaspers alla Arendt, fino a Levinas e Severino. E vanno indagate per quello che rappresentano in una dimensione etico-estetica: l'ultima e disincantata possibilità di un pensiero moderato in cui confluiscano inevitabilmente arte, religione e ideologia. Una proposta che coniughi necessariamente politica e filosofia, in maniera nuova e diversa dal XX secolo. Una liberazione culturale dal totalitarismo che, nel secolo XX, si è imposto attraverso le offensive del marxismo e poi della spettacolarità. Un pensiero tragico, ancorché speranzoso in una redenzione dell'uomo.

 

FRANCO RICORDI è nato nel 1958. Regista, attore e direttore artistico di Teatro, è anche filosofo e saggista. Si è affermato attraverso una rilettura creativa dei grandi classici (Seneca, Shakespeare, Kleist, Grabbe, Strindberg) ma anche con la proposta di autori nuovi (Rohmer, AAmann, Pasolini, Noren, Manfridi). È stato direttore del Teatro Stabile d'Abruzzo dal 2003 al 2006 e ha pubblicato tre libri: Lo spettacolo de nulla (Bulzoni, 1998), Essere e libertà (Bulzoni, 2002), Le mani sulla cultura, (Gremese, 2008). Dal 2009 è collaboratore di liberal.

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