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Lo spot "democratico"
di Alberto Mucci

Come l'innovazione pubblicitaria punta al coinvolgimento popolare

Apparire. Sì, apparire. Essere presenti. Partecipare in prima persona. La rivoluzione apportata, sul piano dei comportamenti, dal diffondersi dei nuovi media, dall'information technology, ha anche questi risvolti. La comunicazione si diffonde e si articola. Comunicano più d'un tempo e soprattutto in maniera diversa le imprese, al loro interno, e verso i clienti e gli azionisti. Comunicano i cittadini, i risparmiatori, la gente comune. Ognuno ha qualcosa da dire, da proporre, da suggerire, da far sapere. Da confessare. La democrazia è anche tutto ciò. Un'affermazione di singole volontà.
La conferma di questa rivoluzione è davanti ai nostri occhi. Nel quotidiano operare. Un esempio, che è anche una notizia? Eccola, fresca e stimolante: il "Quizzolotto", inventato e proposto da Lottomatica e Milano e Grey per pubblicizzare il gioco del Lotto con un format che costituisce non solo una novità nel campo della comunicazione, ma anche un fattore di riflessione sui cambiamenti sociali che stiamo vivendo.
La storia merita di essere raccontata. Parte da un'idea, legata alla gran voglia di comunicare della gente. Ci si è chiesti: perché non coinvolgere direttamente i giocatori del Lotto e i titolari delle ricevitorie che del Lotto costituiscono l'indispensabile rete, in uno spot che abbia nel contempo le caratteristiche di una vera trasmissione televisiva? Perché non dare visibilità ai tanti protagonisti del gioco più collaudato ma anche più vissuto e frequentato d'Italia?
Le risposte hanno trovato in Lottomatica, società che gestisce da anni il gioco del Lotto e da pochi mesi quotata in Borsa; in Milano e Grey, da anni curatrice delle campagne pubblicitarie del gioco del Lotto e in Fabio Fazio, presentatore televisivo di fama e testimonial da tempo di questo gioco, i propugnatori e i protagonisti dell'iniziativa. Sono stati così realizzati molteplici spot con molteplici "attori", dove la comunicazione pubblicitaria si lega allo spettacolo televisivo, utilizzando lo schema collaudato e diffuso del quiz. Ma vediamo come questo "prodotto di comunicazione" è stato realizzato.
Prima tappa: il coinvolgimento. Con la collaborazione attiva e convinta delle Ricevitorie, con contatti telefonici, con una capillare azione di marketing sono stati "avvicinati" migliaia di giocatori offrendo loro di partecipare all'iniziativa, di diventare protagonisti in prima persona di uno spettacolo televisivo. La risposta è stata sorprendente: 33 mila cartoline sono state compilate e inviate a conferma di una voglia di partecipazione che ha superato categorie e classi di età (basta un dato per comprendere l'ampiezza del "campione": la seconda edizione del Grande fratello ha avuto 28 mila richieste di partecipazione). Una platea numerosa e interessata si è quindi sottoposta a selezione, cosciente di non aver diritto a specifici compensi. Trenta giocatori sono stati selezionati. Diventano i protagonisti-attori degli spot.
Seconda tappa: i protagonisti. Sono innanzitutto i trenta giocatori appositamente selezionati. Concorrenti reali, come abbiamo visto. Partecipanti su loro richiesta, avendo compilato il modulo, avendo manifestato il desiderio di essere presenti. Persone qualsiasi, che vengono dai posti di lavoro, dai bar, dalle case di abitazione. Fabio Fazio, con perfetta sovrapposizione fra la sua personalità artistica e il suo ruolo di testimonial, presenta e interroga con il suo tipico atteggiamento divertito e a un tempo ironico, i partecipanti. Fazio gioca lui stesso, bilanciando il suo atteggiamento di divertita incredulità con l'essere lui stesso parte del rito, in un confronto e scambio di battute dove realtà vissuta e interpretazione della stessa si contendono, dando vita a una forma di comunicazione originale, nuova, che perde il colore marcato della pubblicità per prendere quello più sfumato della segnalazione di un modo diverso di partecipare, di essere presenti, di giocare in buona sostanza con la possibilità di farsi conoscere e di vincere al gioco del Lotto.
Accanto a Fazio, l'immancabile valletta di ogni trasmissione televisiva (Antonella Mosetti ). E trattandosi di quiz, l'altrettanto immancabile notaio (Peter Van Wood). Il sottofondo musicale accattivante e gradevole, è assicurato, accontentando giovani e meno giovani. Un cast che stimola i protagonisti a dire: ci sono! Guardatemi!
Terza tappa: la realizzazione. "Lo spot che è tutto un programma" è il clain che definisce il Quizzolotto e che ne delinea efficacemente i contorni. Infatti di spot si tratta, naturalmente. Ma il modo in cui viene girato, la sua struttura, la sua articolazione, nonché la durata e la collocazione all'interno dei palinsesti televisivi, sono vicini a quelli di un programma. Ogni spot, infatti, è della lunghezza di un minuto e mezzo (90 secondi), un taglio che non è esclusivo, ma che diventa unico se si pensa che ognuna delle puntate-spot è diversa da tutte le altre e va in onda per un solo giorno in modo da avere, ogni sera, una puntata nuova, con nuovi protagonisti. Tutto ciò in una collocazione oraria privilegiata, all'interno del prime-rate. Rai 1 e Canale 5 si alterneranno nella programmazione (Rai 1 il martedì, giovedì e sabato; Canale 5 il lunedì, martedì e venerdì). Mentre La7 assicurerà una visione quotidiana. Lo spot serale viene "lanciato" nelle singole reti da veri e propri piccoli spot di annuncio, nell'arco della giornata. Nel contempo, un'azione di supporto e stimolo viene realizzata sulla stampa quotidiana e periodica. La radio, da parte sua, ha trasmesso una serie di spot prima dell'andata in onda di quelli televisivi. Un'azione integrata sui mezzi di comunicazione che assicura la necessaria visibilità e l'altrettanto necessario coinvolgimento della gente comune, attenta alle novità, sensibile ai cambiamenti dei gusti e dei modi di vivere.
"Vincere è un gioco" è la firma della comunicazione del Gioco del Lotto. Trova precisa esplicazione e applicazione in questa trasmissione-spot che costituisce indubbiamente un'innovazione nel campo della comunicazione pubblicitaria, riuscendo a rendere protagonista-attore il giocatore generico e a sottolineare ed esaltare le specificità delle società coinvolte. Questo spot non è qualcosa di estraneo, di esterno alla realtà dell'azienda per la quale è realizzato. Diventa parte integrante della stessa.
La conferma è nelle tappe delle realizzazione. Milano e Grey, confermandosi laboratorio di stile e linguaggio, ha certamente colto e utilizzato i cambiamenti in atto nel sentire della gente, sposando pubblicità e comunicazione. Ma, soprattutto, Lottomatica dimostra, nel supporto fornito per realizzare questo spot, coinvolgendo oltre 30 mila persone, la sua capacità di innovare, di essere capillarmente presente nella società, di aver messo a regime una rete informatica di eccellenza. Sono gli strumenti di base che hanno reso possibile la realizzazione di questa innovativa comunicazione. E sono parimenti gli strumenti che hanno dato l'occasione a migliaia di giocatori di avvertire l'ebbrezza di una presenza televisiva e/o radiofonica, di essere protagonisti in un avvenimento corale. Di partecipare, in altre parole, al grande gioco quotidiano della vita.


Alberto Mucci è giornalista e membro del Consiglio di amministrazione dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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