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Il traghettatore
di Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura


Giovanni Paolo II il traghettatore, che ha guidato la Chiesa in questo passaggio di secolo e di millennio, in una fase di profonde trasformazioni sociali, politiche e culturali, rendendola sempre più punto di riferimento ideale per credenti e non credenti di tutto il mondo.
Il Santo Padre si è inserito nella storia contemporanea diventandone il protagonista, proponendosi quale punto di riferimento certo e chiaro, in un momento di grande incertezza e di crisi profonda di alcuni valori essenziali dell'umanità. Dinanzi alla globalizzazione e alla mondializzazione, complessi fenomeni economico-sociali e culturali, ha vissuto il suo Ministero pastorale in una dimensione veramente cattolica e mondiale, attraverso i suoi numerosissimi viaggi in ogni continente, a contatto con le società e le tradizioni più diverse perché il Vangelo fosse annunciato e accolto in ogni cultura e lungo tutte le latitudini. Ha individuato le grandi sfide del nostro tempo, invitando la Chiesa ad accoglierle quale segno dei tempi e occasione per tutti di un rinnovato annuncio di Cristo e del suo Vangelo. L'inculturazione del Vangelo e l'evangelizzazione delle culture, nel contesto di una sempre più marcata multiculturalità delle società occidentali, è obiettivo prioritario nel progetto della nuova evangelizzazione. Il dialogo con le culture e tra le culture è il terreno sul quale il Vangelo va seminato con generosità e intelligenza, perché il destino dell'umanità si gioca proprio in questa dimensione, come Giovanni Paolo II ha ricordato molte volte.
L'annuncio del Vangelo, il ripartire da Cristo è la risposta che il Papa, e con lui tutta la Chiesa, offre al desiderio di interiorità e di spiritualità che emerge sempre più chiaramente nel nostro tempo. Un desiderio e un bisogno che trovano spesso come uniche risposte le sette e dei gruppi religiosi, moltiplicatisi negli ultimi decenni. Quella delle sette rappresenta un'importante sfida per la Chiesa, che deve interrogarsi perciò sulla sua odierna capacità di proporre un'autentica spiritualità, vissuta come fedeltà a Dio e all'uomo. Un altro momento delicato al quale il Santo Padre ha guardato sempre con grande attenzione, è quello del dialogo ecumenico con le altre confessioni cristiane, come pure il dialogo con le grandi religioni storiche. A partire dal Concilio Vaticano II l'esigenza dell'unità dei cristiani, per una testimonianza veramente efficace nel mondo, è tra le priorità della Chiesa. La proposta, e la difesa, dei valori cristiani, genuinamente umani, non potrà essere pienamente efficace se non parte da una vera comunione di intenti tra tutti i discepoli del Signore. Anche il dialogo con le altre religioni storiche gioca un ruolo determinante nello sviluppo pacifico e solidale delle relazioni umane tra Paesi e culture diverse, a volte, per i grandi fenomeni migratori di questi ultimi anni, contemporaneamente presenti nelle stesse città e nelle stesse famiglie.
Il dialogo si estende anche al mondo della cultura, delle scienze e delle arti. Giovanni Paolo II è stato artefice di eventi eccezionali in cui questi mondi, lontani dalla fede e dalla Chiesa, si sono ritrovati insieme a dialogare e a confrontarsi per un futuro migliore dell'umanità. Penso, ad esempio, ad alcuni momenti giubilari (Giubileo degli Scienziati, Giubileo degli Universitari, etc.), ma anche alla Lettera agli Artisti, che tanto interesse ha suscitato. Diventa poi fondamentale l'incontro e il dialogo nel momento in cui si affrontano campi decisivi quali quelli della manipolazione genetica, della bioetica o della salvaguardia del creato. Ma il dialogo non significa affatto, come qualcuno ha potuto credere, perdita di una specifica identità del cristiano, o perdita della memoria storica della tradizione a vantaggio di un quieto vivere nel presente. Le tante Encicliche insieme ai diversi Documenti proposti dal Santo Padre a tutta la Chiesa, formano un corpus unico ed eccezionale in cui tutti gli aspetti della vita umana e dell'esperienza di fede cristiana sono ripensati e proposti con chiarezza e con precisione, per fornire a ogni credente punti di riferimento certi e sicuri.
In Giovanni Paolo II la tradizione bimillenaria della Chiesa e le esigenze della modernità dialogano e si confrontano arricchendosi reciprocamente, facendo in modo che diminuisca sempre più il fossato tra fede e vita, tra Vangelo e cultura, denunciato già dal grande pontefice Paolo VI come il vero dramma del nostro tempo.


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