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A Magliano c'è davvero una bella aurora

LIBERAL BIMESTRALE
di Pablo Echaurren
Anno I numero 3 - Dicembre 2000 - Gennaio 2001

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Fl3
C'era una volta un gruppo punk (non italiano) che si chiamava Anti/Pasti, forse perché interpretava quell'anti come un prefisso antagonista terribilista antitutto. Gli antipasti che serve Aurora sono invece pro, pro gola, sono un'entrata giudiziosa verso un'esperienza felicemente azzeccata. Ecco com'è composto l'antipasto tipo: coppietta di manzo con zucchine crude, pancetta all'aspretto, crostino nero, sformatino di anatra, flan di cipolle al forno, frittatine alla menta, lardo di Colonnata, soufflé di broccoli con salsa di formaggio di capra con pimpinella. Per chi osa e gli entra ancora qualcosa c'è una vasta scelta che va dai delicatissimi tortelli di cinghiale al finocchio selvatico, a quelli ricotta e basilico, agli gnudi al tartufo, ai lunghini (una pasta fatta di acqua e farina) al coniglio e ginepro, fino al filetto di maiale alle mele verdi, ma anche i dolci della casa è meglio che non te li perdi. Ho accompagnato il tutto con un morellino di nuova concezione a denominazione «CapatostA» duro di capoccia like il sottoscritto, forte e tenace come la costanza con cui Lucio e Paola (coadiuvati in sala e giardino da Luisa) curano con fare sempre cortese le pretese della nostra panza. Come dianzi dicetti sono un debole che se la prende sempre coi più forti, uno che denuncia i torti, come quello perpetrato dalla guida del Gambero Rosso che si ostina a ignorare la lucentezza di que-st'Aurora ancora in cos-tante ascesa, mentre, in zo-na, persevera diabolicamente a premiare e consigliare ciofeche di prima grandezza che meritano solo il gran premio della monnezza.

Sul finire dell'anno giubilare certo non potevo mancare all'appuntamento alimentare con L'Eau Vive. Benché sia notorio che il godimento gustatorio sia considerato un peccato capitale e tutt'altro che veniale, non sembri troppo contraddittorio che le Lavoratrici Missionarie dell'Immacolata gestiscano questo locale in cui si respira un'atmosfera decisamente conventuale. Quindi non solo orate fratres, ma portate sorores et manducate adventores: quiche lorraine, soupe à l'oignon gratinée, gigot d'agneau, tournedos à la martiniquaise - pommes Dauphines, magret de canard au Whisky e altri piatti provenienti dai cinque continenti, e qui ci fermiamo perché il luogo ci impone di non essere incontinenti. I grissini sono Tonini (nessun riferimento all'onnipresente omonimo cardinal Ersilio), le bevande alcoliche prettamente franciose, il servizio affidato alla gentilezza proverbiale delle religiose, le pietanze purtroppo non proprio tutte appetitose, spesso gravate da salse che ci sono parse poco giudiziose. Perché al pellegrino non far sapere anche quanto è buona la semplicità del cacio con le pere oltre a quella delle preghiere? Allorché è stata annunciata come imminente la prece cantata (l'Ave di Lourdes) me la sono svignata alla chetichella. Purtroppo questa cucina, che ci è parsa un poco impedita e appesantita, non è riuscita nell'opera di conversione di un senzadio non ancora in fase di revisione, cioè a dire io.

Aurora,
chiasso Lavagnini 12,
Magliano in Toscana
Grosseto,
0564 592030

L'Eau Vive
via Monterone 85/a
Roma
06 68801095

Pablo Echaurren

 
 

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