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Fiat story atto secondo

LIBERAL BIMESTRALE
di Paolo Malagodi
Anno V n. 34 - Marzo - Aprile 2006

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cop34

 

Era il 1999 quando, per il centesimo anniversario della Fiat, l'editore Rizzoli pubblicò un monumentale volume composto di ben 2.096 pagine. Che lo storico Valerio Castronovo aveva redatto, percorrendo un secolo di vicende nazionali a partire dall'iniziativa che spinse un gruppo di possidenti torinesi, accomunato dalla passione per l'ultima mirabolante novità di fine Ottocento, a fondare quasi per hobby una fabbrica di automobili.
Rapidamente destinata, da quel 1899, a conquistare una rilevante influenza nella vita economica e sociale del nostro Paese, sino a divenire l'azienda più rappresentativa del sistema industriale italiano. Affrontando le tempeste di due grandi guerre, le crisi finanziarie e i conflitti sindacali dell'ultimo secolo, sotto l'egida di una medesima dinastia. Arrivata, nel luglio 1999, a celebrare il centenario Fiat, con le redini del comando ancora saldamente detenute da Gianni e dal fratello Umberto, quali esponenti di una terza generazione familiare discendente in linea retta dal fondatore Giovanni Agnelli.
A sei anni di distanza da quella data, la Rizzoli ha proposto all'autore di rimettere mano alla stesura originaria: sia per ridurla di spessore, così da renderla di più larga circolazione; sia per integrarla, alla luce delle più recenti vicende che hanno segnato una svolta nell'itinerario dell'azienda torinese. Ne è scaturita una nuova edizione (Fiat, una storia del capitalismo italiano, Rizzoli, 848 pagine, 26 euro), redatta «da un lato sfrondando il testo - come annota Castronovo - di alcuni episodi particolari, senza nulla togliere per questo all'analisi dell'evoluzione della Fiat nei suoi aspetti più importanti ed emblematici; dall'altro, integrandolo con due nuovi capitoli, in modo da dar conto degli sviluppi avvenuti nel frattempo». Una più maneggevole e aggiornata struttura che tra la vasta produzione in materia offre, anche a un pubblico di non specialisti, l'opportunità di una approfondita lettura delle vicende Fiat. Comprese in un lungo itinerario nel quale si intrecciano: lo sviluppo e le strategie della grande industria, le trasformazioni nell'organizzazione del lavoro e del movimento sindacale, l'evoluzione dei costumi e le migrazioni di massa dal sud, le relazioni internazionali e i rapporti economici con l'Unione Sovietica e la Libia.
In una narrazione ricca di documenti e aggiornata sino alle ultime vicende, con lo sviluppo delle questioni connesse alle scelte operate pochi mesi dopo i festeggiamenti del luglio 1999 per il centenario Fiat e con l'annuncio, nel marzo 2000, che la casa torinese avrebbe affrontato il futuro in compagnia di un partner della stazza di General Motors, il gruppo numero uno dell'industria automobilistica mondiale.
Attraverso un'intesa salutata in modo altamente positivo, ma dal tormentato sviluppo reso ulteriormente critico dalla scomparsa sia di Gianni Agnelli nel gennaio 2003, sia del fratello Umberto nel maggio dell'anno successivo. Con la discesa in campo di nuovi vertici aziendali, che hanno risolto l'alleanza tra Torino e Detroit e acquisito una serie di risultati positivi per il settore auto, lasciando alle spalle il periodo più buio per un gruppo Fiat che «ancor oggi, pur nel mezzo delle difficoltà in cui versa, rimane - come afferma Castronovo - pur sempre la principale concentrazione industriale italiana. Tant'è che dall'esito dei suoi sforzi per risalire la china dipenderà per più di un aspetto il futuro del nostro sistema economico e, allo stesso tempo, la fisionomia del capitalismo italiano».
 

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