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L’arte della Mutter al servizio di Mozart

LIBERAL BIMESTRALE
di Pietro Gallina
Anno V n. 34 - Marzo - Aprile 2006

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cop34

 

Nel 250° anniversario della nascita di Mozart si è avuto, com'era prevedibile, un aumento notevole di incisioni delle sue opere. Come pure non si poteva evitare di scrivere, purtroppo limitandoci a un solo doppio cd, dei tanti validissimi pubblicati. La scelta è caduta sull'integrale dei Concerti per violino editi dalla Deutsche Grammophon e interpretati dalla violinista Anne-Sophie Mutter, anche in veste di direttore della London Philharmonic Orchestra in coppia col violista Yuri Bashmet. È bene subito riferire della luminosità interpretativa che la Mutter vi ha saputo infondere col suo suono armonioso e solido. Particolarmente fantastica la Sinfonia concertante che rapisce e coinvolge senza dar tregua con la prodigiosa viola di Bashmet. I Concerti per violino occupano un posto molto singolare nell'opera di Mozart. «Sono il frutto di un'energia giovanile sicura di sé e talora traboccante, che ora si abbandona a delicate atmosfere di sogno e ora all'estro capriccioso e al libero gioco formale. Invano vi si cercherà lo spirito rivoluzionario di un tempo e le audacie dello Sturm und Drang. Mai o quasi mai vengono offuscati il tono di aristocratica gaiezza e lo smagliante spirito salottiero tipico del genere» (H. Abert). Il primo lavoro importante per violino di Mozart è il Concertone del 1773 KV 190, derivato del concerto grosso (vi suonano due violini). La forma è quella tra soli e tutti alla Tartini. Ritornato dal viaggio in Italia tuttavia Mozart arrichisce tale forma con una condotta contrappuntistica estranea ai compositori italiani. Ma la tecnica virtuosistica e l'invenzione melodica sono ancora della penisola. A partire dal 1775 però Mozart si dedica per un anno intero alla composizione dei suoi Concerti per violino. Conosceva anche il modello di concerto vivaldiano, ormai obsoleto al suo tempo, eccetto per la divisione in tre movimenti. Poi vi erano state le innovazioni del concerto alla francese di Viotti e non meno valsero gli influssi tedeschi e viennesi, tanto da creare un modello di concerto per violino ormai europeo. Così la sua scrittura diventa efficace, ma non invadente e la cantabilità bilancia il virtuosismo.
I Concerti per violino veri e propri di Mozart sono in tutto cinque. La Sinfonia Concertante è stata inclusa nell'incisione in quanto davvero straordinaria per la sua parte violinistica. Il Concertone e il Rondò K 363 non sono stati considerati propriamente Concerti. Se si dovesse dire quali parti dei Concerti siano più straordinarie, in generale si affermerebbe che i tempi di mezzo sono degli autentici gioelli della più nobile cantabilità e in particolare il K 216, K 218 e K 219. In effetti paiono tenere confessioni giovanili che attraverso un linguaggio puro ed entusiasta parlano al cuore di tutti gli uomini. Non sono certo da meno i finali che sfavillano di esuberanza e colpiscono per l'inconfondibile presenza di echi popolari che provengono dalla Francia, ma anche dal vecchio Impero austro-ungarico. Se amate un Mozart delicato, parruccone, tutto cipria e profumi, questo non è il disco giusto. Invece vale la pena davvero sceglierlo se ci si vuole immergere in una musica sublime e riconquistare per un momento la serenità perduta.
Anne-Sophie Mutter, Mozart. The Violin Concertos. Sinfonia concertante, Deutsche Grammophon, 2 cd, 34,57 euro
 

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