archivio_libri

 


vai

 

 

 Archivio libri


terzopolo

 

 


 Todi

maggio_home_page

vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

Il talento (scaltro) di mrs. Highsmith

Liberal Fondazione
di Antonio Debenedetti

Anno II n. 14 - Ottobre-Novembre 2002

Torna al sommario
cop14n3

Il talento davvero singolare della texana Patricia Highsmith, abilissima nel distillare perversità e brivido anche dalle più rassegnate atmosfere domestiche, va di pari passo con una non meno evidente e insieme cinica scaltrezza professionale. Ispirazione e calcolo sono inscindibili in questa regina del noir. In Urla d’amore, raccolta che ordina undici racconti giovanili, la Highsmith utilizza con sapienza di grande cuoca spezie e sapori derivati dalla migliore scuola del brivido. Prende in prestito atmosfere, effetti utilizzati con successo dagli epigoni d’una letteratura dei nervi stanchi o intossicati. Nella sua tavolozza senti ricadere i neri di Ambrose Bierce, i viola e le ciprie velenose della miglior Daphne Du Maurier. Ti ricordi, leggendo e gustando, d’un nume come Edgar Allan Poe ma anche, sfumatamente, di Henry James. Si veda, a titolo di esempio, quel piccolo capolavoro nel genere horror che mi pare sia da considerare L’eroina. Sono diciotto pagine da antologia. Una ragazza dall’aspetto troppo innocente, Lucille Smith, si presenta a casa Christiansen dove, anche in virtù dei suoi ventun anni e dei suoi occhioni innocenti, verrà imprudentemente assunta come istitutrice. Subito poi, annotando piccoli episodi capaci di fare insensibilmente da lievito all’inquietudine e al sospetto del lettore, la Highsmith prepara quello che sarà l’incendio finale. Nel buio della notte vedremo infatti levarsi fiamme che sarebbe difficile dire se invochino l’intervento dei pompieri o degli angeli celesti. Molto originale anche la vicenda narrata nella novella che apre il volume. A far da protagonista è stavolta un tal Peter Knoppert, un signor nessuno che ha l’hobby di collezionare e osservare la viscida esistenza delle lumache. Con quali inquietanti conseguenze constaterà il lettore.
Graham Greene, glorioso romanziere inglese e autore di splendidi divertissement polizieschi, scrive nella prefazione a Urla d’amore: «Miss Highsmith è una crime novelist che ha creato un proprio mondo, un mondo claustrofobico e irrazionale nel quale ogni volta entriamo con una sensazione di pericolo personale...». Così nel romanzo Il riscatto di un cane, anche questo nell’elenco delle recenti ristampe dovute alla casa Bompiani, il rapimento d’un barboncino, sottratto ai suoi troppo amorosi padroni durante una passeggiata notturna nel parco a due passi da casa, innesca una trama di strisciante, cupa violenza. La regia è perfetta anche se la storia finisce col sollecitare qualche salto di pagina, compiuto sbadigliano. I «vissuti» d’una mezza dozzina di personaggi, raccontati con crudeltà pettegola (come se a parlare fosse una vicina di casa dalla chiacchiera vagamente solfurea), dà infatti modo all’autrice di dilatare all’infinito, con sovrabbondanza, una trama originale ma esigua. La Highsmith si serve del dettaglio psicologico, del bla bla sulle abitudini e vizi dei suoi antieroi metropolitani come i maestri del feuilleton si servivano delle ripetizioni, dei particolari superflui e ridondanti. Sia Urla d’amore che Il riscatto di un cane si raccomandano, in previsione dell’inverno e dei cieli grigi, come avvolgenti letture domenicali. Certo con l’invenzione autentica, con la visionarietà (anche sofferta) alla riuscita di questi prodotti d’alto artigianato collabora una certa, riconoscibilissima risciacquatura di piatti. La Highsmith fa un uso molto accorto, infatti, di resti e sgrassature derivati dal gran banchetto della letteratura goticheggiante nera imbandita durante due secoli dalla più smaliziata industria editoriale.

Patricia Highsmith, Urla d’amore, Bompiani, 196 pagine, 6,80 euro
 

web agency Done Communication