I numeri 54 e 108, e i loro multipli come 216, 540, appaiono frequentemente nelle antiche tradizioni e negli antichi riti, sia laici che sacri, senza che mai sia data, a conoscenza dello scrivente, una spiegazione della loro ricorrente presenza. Numeri interi o rapporti di numeri interi caratterizzano alcuni sistemi dinamici non lineari complessi, fra i quali i sistemi orbitali di corpi gravitazionalmente legati, come emerso dai recenti studi sulla cosiddetta macroquantizzazione delle orbite del sistema solare. Ecco alcune connessioni astronomiche che emergono. 54 è approssimativamente eguale a tre volte il periodo cosiddetto saros (18 anni e 11 giorni circa), al termine del quale una eclisse di Luna si ripete nello stesso punto in cui era stata osservata. Secondo uno studio di Patten e Windsor almeno una dozzina di eventi catastrofici descritti nella Bibbia sarebbero distanziati da multipli di 54 anni; tali autori ipotizzano per tali eventi una causa extraterrestre, da loro identificata nel pianeta Marte che un tempo avrebbe avuto un’orbita più ellittica passando assai vicino alla Terra ogni 54 anni (alternativamente di notte e di giorno a una data longitudine, quindi ogni 108 anni di notte, nell’autunno, origine di Halloween e del ricordo dei morti….). Curiosamente, il rapporto fra il diametro del Sole e della Terra è assai vicino a 108. Questi numeri hanno una diffusione mondiale riscontrata nell’Asia intera, in Europa, in America… Fenomeno di diffusione o conseguenza di uno stesso evento osservato sull’intero globo?
Diamo qui una piccola lista di tali casi, presa da una più ampia raccolta proveniente da letture casuali. Ci limitiamo a numeri provenienti dall’antica Mesopotamia, dall’India, dalla Cina, dal Tibet e dall’America. In uno dei miti accadici della creazione, Enki dona a Inanna 108 «essenze»; l’unità minima bellica assira ai tempi di Tiglatpilaser era equipaggiata con 108 pezzi; il pasto del re Gudea consisteva di 108 portate; il documento accadico Il primo almanacco dell’agricoltura è scritto in 108 righe; il libro di Isaia trovato a Qumram è scritto su 54 colonne; il Rig Veda consiste di 10800 strofe, ciascuna di 40 sillabe; l’altare indiano del fuoco, l’Agnacayana, è costruito con 10800 mattoni; 108 monaci venivano chiamati in Cina nelle cerimonie del terzo giorno di un funerale di persona nobile; 108 frustate erano la massima pena per violazioni di regole della Triade, la società segreta cinese di antichissime origini: 108 era il numero associato al suo presidente e il diploma di associazione costava 108 monete; il rosario buddista ha 108 grani; il rito tibetano detto chod richiede la visita di 108 laghi e di 108 cimiteri; il testo sacro della religione tibetana prebuddista bon (tuttora sopravvive in alcune zone) consiste di 108 volumi, prodotto tradizionalmente su carta, pelle, oro o argento, a un prezzo che saliva di 108 volte passando da un materiale al successivo più pregiato; 108 giri del monte Kailas garantiscono il Nirvana; il tempio principale di Lhasa, lo Zuglacan, contiene gli affreschi di 108 episodi della vita di Budda; la piramide cosiddetta del mago a Uxmal, nello Yucatan, in Messico, ha due scalinate di 54 gradini; il Kalasaya, Tempio del Sole a Cuzco, è adornato da raffigurazioni di 54 teste di giaguaro e di 108 condor; Machu Picchu ha un settore alto (Hanan) e uno basso (Hurin), ciascuno con 108 edifici. E, per restare in Italia e in tempi moderni, qual è l’altezza della Madonnina del Duomo di Milano? 108 metri.