archivio_libri

 


vai

 

 

 Archivio libri


terzopolo

 

 


 Todi

maggio_home_page

vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

Vademecum del liberalismo in onore di Ricossa

Liberal Fondazione
di Carlo Stagnaro

Anno II n. 14 - Ottobre-Novembre 2002

Torna al sommario
cop14n3Sergio Ricossa, classe1927, può essere soddisfatto. Nell'anno del suo settantacinquesimocompleanno (auguri!), amici, colleghi ed estimatori gli hannoconfezionato un regalo di tutto rispetto. Un libro, ma si potrebbe bendire un vademecum del liberalismo, un testo prezioso e raffinato che,mentre getta uno sguardo al passato e ringrazia l'economista torineseper il suo lavoro difficile e solitario, scruta, verso il futuro,l'orizzonte delle sterminate praterie della libertà. Curato da EnricoColombatto e Alberto Minga-rdi, il volume raccoglie decine di saggiscritti dai più autorevoli esponenti del panorama liberale, italiano einternazionale: da Hans-Hermann Hoppe a Lorenzo Infantino, da CarloLottieri ad Anthony de Jasay, da Antonio Martino a Angelo Maria Petroni(il cui intervento è pubblicato in questo stesso numero di liberal apagina 87) a Lord Harris of High Cross, ad altri ancora.
RalphRaico, professore di storia europea presso il Buffalo State College,University of New York, firma un'importante indagine su «Gliintellettuali e il mercato». Lo studioso americano muove dallaconsiderazione che gli uomini di pensiero sono spesso, per non direquasi sempre, animati da una morbosa ostilità verso il capitalismo.Perché? Di cosa si è reso colpevole il libero scambio nei loroconfronti? In parte, la ragione sta nell'enorme «espansionedell'istruzione superiore: troppi giovani frequentano le università».L'obbligo scolastico, la religione laica del «pezzo di carta» spingonoi ragazzi - intelligenti e no, interessati e no - all'accademia equesto crea disoccupazione delle classi istruite e, in ultima analisi,un diffuso senso di frustrazione tra chi sa «leggere e scrivere». Unaltro fattore importante potrebbe essere il tentativo di «evitare diessere oggetto dell'invidia altrui». Secondo Raico, «gli intellettuali,nella società capitalistica, manifestano il proprio timore dell'invidiacon l'appoggio a qualunque forma di egualitarismo».
Taleatteggiamento si salda, innescando un autentico circolo vizioso,all'incapacità di molti pensatori di comprendere l'orizzonte entro cuisi muovono imprenditori, consumatori, speculatori - gli attori delmercato insomma. Mentre questi ultimi debbono sudare ogni spicciolo - espesso, se sono abili, riescono a mettere da parte ingenti fortune -gli intellettuali galleggiano tra gli ozi e i vizi tipici delleistituzioni statali o para-statali. Questo, peraltro, aggiunge un colpoalla salva di critiche verso la statalizzazione della cultura.
Laradice del problema, allora, risiede «nella posizione sociale - nelmodo di vita - dell'intellettuale accademico (le cui visionicondizionano di volta in volta praticamente tutti gli altriintellettuali). Essenzial-mente, egli è un mandarino, abituato a viveregrazie a una sicura fonte di reddito, solitamente le tasse, ma il casonon è diverso se si tratta di donazioni garantite nelle universitàprivate. Perciò, egli raramente troverà possibile capire o apprezzareil modo di vivere dei capitalisti»: di quegli uomini che legano lapropria sorte alla capacità di intuire oggi quali beni e a quale prezzorichiederà il mercato domani. Raico, naturalmente, si concentra sulcaso americano, che, visto da qui, appare un'isola felice. In Italia lecose sono andate diversamente. E se oggi noi parliamo di liberoscambio, libertà individuale, antistatalismo e tutta l'altra mercanziaè solo perché un manipolo di uomini coraggiosi, Sergio Ricossa intesta, ha difeso queste idee dalla soverchiante marea rossa.
AA. VV., Il coraggio della libertà. Saggi in onore di Sergio Ricossa, Rubbettino Editore, 580 pagine, 30 euro
 

web agency Done Communication