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La “Chanson de geste” di Sibilla regina crociata di Gerusalemme

LIBERAL BIMESTRALE
di Franco Cardini
Anno V n. 34 - Marzo - Aprile 2006

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cop34

 

Forte anche delle confessioni di molti miei studenti, vi rivelerò (ma è un segreto di Pulcinella) una delle ragioni principali del successo - nella misura in cui c'è stato - di quell'insopportabile polpettone cinematografico del Kingdom of Heaven di Ridley Scott. Si tratta del fatto che in quell'improponibile ricostruzione della terza crociata il personaggio di Sibilla regina di Gerusalemme era interpretato dalla splendida Eva Green, una delle più belle, misteriose e sensuali creature che abbiano mai calcato un set (forse qualcuno la ricorderà ne I sognatori di Bernardo Bertolucci). Nel dicembre scorso, a Gerusalemme, durante un convegno, il decano degli storici delle crociate, Jonathan Riley-Smith - un torrente d'erudizione, di buon appetito e di simpatìa - mi confidava di aver visto ripetutamente il film di Ridley Scott unicamente per lei, per Eva-Sibilla. «È brava?», gli ho chiesto: «Non lo so - mi ha risposto -: mica badavo a come recita». Chi sia rimasto soggiogato a sua volta dalla grazie di miss Green, ma si sia anche posto il problema della credibilità sia della sua interpretazione, sia del personaggio ch'essa interpreta, può adesso ricorrere a una straordinaria biografia uscita dalla fertile penna di Giuseppe Ligato, uno dei nostri migliori giovani storici del movimento crociato. Libro estremamente affidabile e ricco d'erudizione, è nondimeno avvincente per le vicende davvero romanzesche e affascinanti che narra. Il taglio è quello dell'alta, anzi della grande divulgazione, proprio quella che in Italia purtroppo è molto rara. La sostanza è quella della monografia scientifica. Quanto a Sibilla, si fa francamente fatica a non immaginarla come Eva Green, anche bella come lei: perché è davvero un personaggio incredibile. Sorella del «re lebbroso» Baldovino IV, moglie per sua sfortuna dell'inetto Guido di Lusignano, Sibilla portò la corona del regno di Gerusalemme o di quel che ne rimaneva tra 1186 e 1190. Fu una donna appassionata, ma anche un'abile diplomatica, una politica di alto profilo, una sovrana coraggiosa che non esitò a occupare una tenda militare durante l'assedio di Acri e ad assumersi più volte il ruolo che suo marito non sapeva o non voleva giocare. Attorno a Sibilla, Ligato fa ruotare un mondo fiabesco e al tempo stesso storicamente dotato di forte e ben documentata realtà: il grande Saladino, il coraggioso e infelice Baldovino IV, il feroce e quasi folle Rinaldo di Châtillon, il geniale Corrado di Monferrato, i signori «crociati» (o meglio «franchi») di Siria a volte irruenti e generosi, altre infidi e astuti; e poi ancora Templari e Ospitalieri, mercanti veneziani genovesi e pisani, alteri feudatari francesi e italici in cerca di fortuna e tanti altri, come in una chanson de geste. La terza crociata, forse la più appassionante di tutte, ne esce in una prospettiva che mozza il fiato. Se prenderete in mano questo libro in una bella serata, dopo una cena leggera, lo chiuderete solo all'ultima pagina, e sarà l'alba.

Giuseppe Ligato, Sibilla regina crociata. Guerra, amore e diplomazia per il trono di Gerusalemme, Bruno Mondadori, 276 pagine, 24.00 euro
 

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