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Nel tempio del piacere del mangiare e bere |
LIBERAL BIMESTRALE di Pablo Echaurren Liberal n. 8 - Ottobre/Novembre 2001
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Per parlare diffusamente di Caino non mi basterebbe un numero straordinario del mio diario culinario, nŽ l'intero fascicolo del biminestrale che lo ospita, meno che mai basta la solita mezza paginetta che fin qui ho dedicato a ogni sito visitato. Per Caino mi tocca allargarmi, esondare, occupare tutto lo spazio che ho a disposizione. L'ho detto, scritto e ripetuto maniacalmente che sono legato a doppio filo a Montemerano. Come gattofilo sono affascinato dalla "Madonna della gattaiola", una porta del quattrocento dipinta con l'immagine della Vergine e forata alla base per permettere il passaggio dei mici dei vari parroci che per secoli lasciarono via libera agli amici felini affinchŽ tenessero lontani i topi dalla parrocchia; oggi la porta stata rimossa dalla sua sede naturale e viene conservata in una teca nella chiesa locale. Come manducante sempre pi esigente sono un accanito fan di Caino (il ristorante di Maurizio Menichetti e Valeria Piccini, affiancati dal figlio Andrea), ma il bello che mi sono recentemente imbattuto in un dipinto che unisce i miei due soggetti prediletti. Trattasi del quadro "La Madonna del gatto" di Federico Barocci (1575) dove il putto di sinistra (quello bellino col cardellino in mano) il ritratto sputato di Valeria, almeno di come doveva essere da cittina piccina. Se la perfezione pu˜ essere perfezionata, la grandezza ingigantita e l'immensitˆ immensificarsi ulteriormente, proprio ci˜ che succede in questa sede del piacere di mangiare e bere. E se qualche maligno intravede un palese conflitto d'interessi, essendo io il disegnatore della copertina del menu e della carta dei vini, beh lo mando subito immantinente a quel paese, cio a Montemerano a controllare de visu, de palato. Frequento Caino da vent'anni e l'ho visto crescere, trasformarsi, ma mai sedersi un istante sugli allori. Mi darete ragione se solo annuserete (rendo conto di una serie di piatti incontrati nell'arco di un anno) i tortelli di cinghiale all'arancia con crema di sedano rapa e lardo croccante. Concorderete se assaggerete i ravioli di pecorino e fave con cuore di fegato grasso in brodetto di gallina e carciofi. Mi ringrazierete se azzannerete la scaloppa di fegato grasso con salsa al pampepato e balsamico tradizionale. Tra i dolci, sempre straordinari, c' un doppio cioccolato, colante e croccante che pi cuoce e pi s'indurisce all'esterno e pi s'indurisce l'esterno pi si ammorbidisce all'interno, un ossimoro gastronomico. Se poi vi capita l'occasione che fa l'uomo ladro, e ci passate d'estate, non mancate la rivisitazione della bruschetta con gelato di crema all'aglio e olio e salsa di pomodoro fresco al basilico con cracker alla salvia, o l'elogio del pomodoro, una composizione che si presenta come un piccolo giardino zen di elaborazioni e variazioni sull'ortaggio, che ci vuole un certo coraggio iconoclasta per decidersi a demolirlo con coltello e forchetta. A cominciare dai pani, qui ogni pietanza un'esultanza, una lode, l'apoteosi dei golosi, amen, alleluja e prosit. Caino, via Canonica 3, Montemerano-Grosseto, tel. 0564-602817
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