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Non basta l'orgasmo per essere felici

LIBERAL BIMESTRALE
di Anna Maria Guadagni
Liberal n. 8 - Ottobre/Novembre 2001

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Brillante, inquietante e perfino pieno di humour (nero naturalmente), questo saggio di Rachel P. Maines si aggira in libreria con una certa aura sulfurea. Risponde ad alcune domande, ne suscita inevitabilmente altre. La prima delle curiositˆ cui risponde riguarda la scomparsa di una malattia che nei secoli ha contrassegnato il genere femminile quasi come un marchio: l'isteria, termine che racchiude etimologicamente la parola utero, e dunque di esclusiva pertinenza donnesca. All'isteria  tra l'altro indissolubilmente legata la nascita della psicoanalisi, giacchŽ - come tutti ricordano - Freud inizi˜ i suoi studi a partire da quelli di Charcot sulle isteriche. Ci˜ nonostante, su che cosa fosse questo "male" le idee restano piuttosto vaghe. Questo libro racconta come le "diagnosi" e le descrizioni dei sintomi siano cambiate attraverso i secoli, facendo dell'isteria una malattia paradigmatica dei disturbi femminili, ma con un tratto di continuitˆ che lega questa patologia al sesso. La tesi di Rachel P. Maines  che il "nocciolo" di questa malattia sia nient'altro che il normale funzionamento della sessualitˆ femminile, cui la medicina ha associato nel tempo i pi vari disturbi per una sostanziale incapacitˆ di "leggere" qualcosa che si presentava come diverso, estraneo, non corrispettivo alla conoscenza della sessualitˆ maschile. E, per dimostrare questa tesi, illustra le terapie utilizzate per curare le isteriche. Il massaggio pelvico, la ginnastica, l'idroterapia sono state le cure raccomandate, dai tempi di Ippocrate, per praticare le stimolazioni che liberano la paziente, producendo il "parossismo isterico", cui segue l'acquietarsi della nevrastenia. Il parossismo, naturalmente,  semplicemente un orgasmo clinico, praticato da medici e levatrici, che in questo modo hanno curato le isteriche per secoli. Nell'evoluzione clinica si segnalano due importanti salti di qualitˆ. Il primo  rappresentato dalla tecnologia e dall'introduzione di strumenti meccanici: dalla doccia pelvica all'antenato del vibratore. Giˆ nel tardo Settecento, alcune terme inglesi ed europee erano dotate di particolari dispositivi d'idromassaggio destinati a questo scopo. Nel 1869 un medico americano, George Taylor, brevett˜ la prima apparecchiatura a vapore con funzioni di vibratore. E giˆ prima del Novecento gli studi medici ebbero a disposizione un'ampia gamma di vibratori: insomma quello che oggi si trova nei sexy shop  il succedaneo di uno strumento medico, che presentava l'indubbio vantaggio di poter trattare un maggior numero di pazienti, impiegando molto meno tempo rispetto al massaggio manuale. Il passo successivo - quello che si deve a Freud - comincia invece a strappare all'isteria il velo che la nasconde per rivelare l'insoddisfazione sessuale. Cos“, il malessere del corpo apre le porte all'indagine sull'anima e la scoperta della centralitˆ della sessualitˆ nello sviluppo armonico dell'umano conduce alla formulazione di nuove e impensate ipotesi: anche i maschi, in fondo, possono essere "isterici"· E se il secolo appena concluso ha trasformato il vibratore in un totem e in un elettrodomestico, quanto ai rapporti tra i sessi, ci lascia assai scettici sulle virt dell'orgasmo, che  fonte di benessere ma non necessariamente costitutivo di una relazione felice. Rachel P. Maines, Tecno-logia dell'orgasmo, Mar-silio, 187 pagine, 27 mila lire
 

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