Alla ricerca di territori pi ricchi e accoglienti, in viaggio verso Ovest e avendo come meta la dorata California, la Route 66 la strada che pi di ogni altra stata il simbolo dell'american dream. Con quasi 2500 miglia, da Chicago alle spiagge di Santa Monica, tale itinerario ha rappresentato la via di flussi migratori che dai tempi della corsa all'oro, a metˆ dell'Ottocento, hanno connotato la comunitˆ statunitense nella continua tensione verso migliori opportunitˆ di vita. L'atto formale di nascita della 66 fu poi del 1926, nel contesto di uno dei primi programmi di una rete stradale di livello federale. Mentre i ruggenti anni Venti vedono il boom incessante della borsa e l'automobile entrata definitivamente nel costume quotidiano. Passan-do dalle poche migliaia di veicoli a motore di inizio secolo, agli oltre otto milioni nel 1920 e ai 25 milioni di fine anni Trenta. Con il favorire lo spostamento di masse di americani che scelsero l'automobile per le sue capacitˆ di coniugare una buona velocitˆ al muoversi in piena libertˆ; iniziando, terminando e modificando la sequenza del proprio procedere, semplicemente con il premere un pedale o con un colpo di sterzo. Tanto da consacrare, anche letterariamente, la Route 66 quale luogo mitico del viaggiare e del vivere on the road. A partire da John Steinbeck che, con Furore nel 1939, narra le vicende di famiglie di contadini che cercano lavoro viaggiando verso la Califor-nia. Proprio lungo una direttrice Est-Ovest descritta da Steinbeck come mother road: non solo via di fuga dalla miseria, ma strada madre della speranza verso una esistenza migliore. Per arrivare, nel 1957, alla scrittura travolgente di Jack Kerouac e al suo On the road. Testimonianza di vita di una beat generation che, in quegli anni Cinquanta, colloc˜ la Route 66 tra i luoghi eletti di un vagabondaggio esistenziale, quasi senza meta e da trascorrere sulla strada. Gli ammodernamenti autostradali dei decenni successivi hanno per˜ inesorabilmente emarginato lo storico tracciato, sino alla sua formale cancellazione nel 1985 dalla rete federale. Ma gli sforzi di varie istituzioni pubbliche e private hanno, in pochi anni, coronato il recupero di una Historic Route 66. Dando luogo a un fenomeno di carattere turistico culturale, che porta un numero sempre crescente di automobilisti americani, europei e persino giapponesi, a ripercorrere un itinerario, lungo il quale ci accompagna l'accurato lavoro di Roberto Baggiani (Guida alla Route 66, edizioni Clup-Utet, 368 pagine, 36 mila lire). Un autore che ha viaggiato per anni negli Stati Uniti, raccogliendo testi e documenti sulla highway culture; tanto da pilotarci con maestria in un percorso che si snoda nella storia, nella letteratura, nel cinema e nella musica dell'autentica provincia americana. Una guida per un viaggio da compiere, naturalmente, in automobile ma anche l'occasione per leggere un libro raffinato che, idealmente, ci trasporta lungo le affascinanti frontiere della leggendaria sessantaseiesima strada.