Di Nicola Lisi, straordinario prosatore del Novecento, bisognerebbe consigliare di rileggere tutte le sue opere: diamo tuttavia una indicazione pi precisa che si riferisce a libri come Parlata dalla finestra di casa o Il diario di un parroco di campagna. Lisi nato a Scarperia, vicino a Firenze, nel 1893: a 82 anni, nel 1975, prese pacatamente congedo da noi. Lisi dovrebbe essere un problema di coscienza degli italiani in genere, dei critici e degli editori: esempio grandissimo dal punto di vista dello stile, dal punto di vista del pensiero cristiano, dal punto di vista delle altitudini poetiche che ci ha fatto toccare. Fu invece messo in disparte, quasi dimenticato poco dopo la sua morte: figuriamoci ora! Va ricordata soprattutto (o solamente) la bella antologia dei suoi scritti curati da Carlo Bo nell'83, editore Rusconi.Geometra, Nicola Lisi si presenta assai presto, fin dal '23 con il Calendario dei pensieri e delle pratiche lunari scritto insieme ad altri due geometri che corrispondevano ai nomi di Betocchi e Bargellini. I tre geometri-poeti rimasero uniti in grande sodalizio per tutta la vita e dettero una collaborazione determinante alla bella esperienza del Frontespizio, che fu tra le pi attese e seguite riviste letterarie di impegno cattolico e culturale, particolarmente vive dal 1931 al 1940. In un primo tempo a Il Frontespizio si faceva riferimento attraverso Soffici e Papini, ma un notevole mutamento ci fu quando i tre geometri entrarono in pieno nella fucina della redazione (Bargellini fu direttore) perchŽ via via allargarono le loro braccia a giovani di grande futuro che si chiamavano, ad esempio, Carlo Bo, Mario Luzi, Alfonso Gatto. La narrativa di Lisi, le sue meditazioni, la capacitˆ di riattaccarsi alla tradizione popolare e contadina della sua gente, fanno riflettere su come importanti ci raggiungano da lui la luce, la pace, i profumi, i sogni, i fiori di un disteso campo. In quali condizioni nasce in Lisi la meditazione? Diciamolo con lui: "Stando seduto nel campo di Ponzalla, davanti a casa, in certe condizioni particolarmente limpide dell'aria" oppure "in un variar continuo d'orizzonti fra un crescendo di sempre pi ferma luce". In questo stato d'animo nasce anche un altro dei libri pi belli di Lisi, Il paese dell'anima . In questo libro prendono peso gli atteggiamenti pi sereni e pi emblematici dal punto di vista spirituale e anche sociale della ispirazione di Lisi. Diceva De Robertis a proposito della sua scrittura che se l'era trovata "tra mano perfetta, senza fatica".Quando Lisi pubblic˜ il Diario di un parroco di campagna, un po' per gli avvenimenti di quegli anni, un po' per l'etˆ, (dico la mia etˆ di allora, 1942) pensammo che sarebbe stato difficile poter confrontare il "parroco" di Lisi con quello di Bernanos che ci aveva attratti in una dimensione problematica e inquietante. Eppure, passati gli anni, allontanati tanti avvenimenti, spente o mutate tante passioni, da quel libro uscivano riferimenti eterni, antistorici con profonde risonanze sentimentali. E ritornavano i temi a noi pi cari: i profumi che ci danno il senso delle stagioni e del passare del tempo, il tema degli angeli, il canto, quanto costi il raggiungimento dell'equilibrio e della quiete.Ed ecco una breve citazione dalla Parlata: "Specie in qualche pomeriggio estivo, sulla sera, nella sollecitazione di un perso profumo o di uno sperso suono, gli avveniva di far passare il tempo a ritroso fino a sŽ fanciullo".