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Ecco il vademecum per decifrare l’Europa

LIBERAL BIMESTRALE
di Renato Cristini
Anno V n. 33 - Dicembre 2005 - Gennaio 2006

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Se è difficile oggi individuare il centro politico dell’Europa, nonostante sia noto che a Bruxelles e Strasburgo si elabora l’azione della Ue, e se è ancor più arduo definire quale sia il centro economico, dato che i motori produttivi del continente sono sparsi in diverse aree, è senza dubbio impossibile indicare quale sia il baricentro culturale. Infatti, il reticolo delle tradizioni e delle innovazioni culturali è talmente intricato, che finisce per sovrapporsi alla fitta rete stradale che congiunge, ma al tempo stesso anche distingue, le migliaia di città e territori che si intersecano senza sosta. Un viaggio in questa direzione è quello compiuto da Roberto Giardina alla ricerca di insoliti scenari collegati fra loro geograficamente e storicamente, per scoprire quella multiformità culturale «in cerca di una difficile unità che è l’Europa». Ma su questa via, che lo conduce ai quattro angoli del continente, egli scopre anche un’ulteriore molteplicità insita in ciascun singolo spazio geoculturale, ovvero l’inesauribile intreccio fra storia, economia, religione, arti e vita quotidiana. Ne emerge, in quasi 900 pagine, una pluristratificazione che brulica di immagini, avvenimenti, aneddoti. Sono riferimenti a eventi storici, a grandi imprese, a invenzioni, guerre o calamità, ma anche a piccole curiosità legate a un’opera d’arte, a una città, a una persona. Un libro irrecensibile in una pagina, ma indispensabile per decifrare l’Europa. Lo si potrebbe definire usando le parole con cui Goethe commentò il resoconto del viaggio che nel 1790 Georg Forster fece nell’Europa centro-settentrionale: «Quando lo si è terminato, si ha voglia di iniziare daccapo, e si prova il desiderio di viaggiare insieme a un osservatore tanto valido, tanto istruito». Il turismo e le comunicazioni hanno fatto circolare fra gli europei conoscenze anche di dettaglio su tutte le aree del continente. Tuttavia molto resta da conoscere e anche da scoprire. Per scegliere soltanto alcuni esempi fra i mille luoghi e i mille racconti di cui è intessuto questo libro, andate a vedere i caffè letterari di Madrid, un’autentica rivelazione, perché sono meno noti ma non meno belli e importanti di quelli viennesi o parigini; in Irlanda a visitare il Museo della fame di Stockestown, simbolo dell’emigrazione in Nordamerica; a Vilnius a osservare il presunto punto centrale dell’Europa geografica; ad Amsterdam, davanti alla soffitta dove Anna Frank scrisse il suo tragico diario; a Kiev, testimone silenziosa della deportazione di milioni di ucraini nei Gulag staliniani; a Costanza, sul Mar Nero, per riscoprire le radici romane simbolizzate nella statua di Ovidio; ad Aquisgrana, la città di Carlo Magno, per sentire la potenza del nodo fra Europa e cristianità; e poi i luoghi delle grandi leggende, dalla Cornovaglia di Re Artù al medio Reno dei Nibelunghi; e ancora case e città di scrittori, musicisti, pittori, condottieri. E sullo sfondo, la vita delle persone e delle società, fino alla ormai notissima Maastricht, città del Trattato e dell’euro, dove morì D’Artagnan. Gli innesti e le fusioni sono il fondamento dello spazio culturale europeo, ma bisogna badare a non annullare le differenze, o a non esagerare: ad Aas, in Norvegia, hanno voluto realizzare il progetto di un ponte di legno che Leonardo aveva concepito per congiungere le due sponde del Corno d’oro a Costantinopoli, ma per adattarlo al luogo ne hanno modificato il disegno, generando gravi difetti di statica: «l’opera di un genio non può essere adattata alle circostanze». 

Roberto Giardina, L’altra Europa. Itinerari insoliti e fantastici di ieri e di oggi, Bompiani, 895 pagine, 15,00 euroEcco il vademecum
 

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