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La rivelazione di Dio (e quella di Giovanni Ibba) |
LIBERAL BIMESTRALE di Luca Doninelli Anno n. 12 - Giugno - Luglio 2002
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Una notizia buona e una cattiva dalla Francia. Cominciamo con quella cattiva. È Lanzarote di Michel Houellebecq. È il racconto di un tizio che, per capodanno, decide di fare un viaggio fino a Lanzarote, Canarie, isola vulcanica sconvolta due secoli fa da uno spaventoso terremoto che ne rivoluzionò la fisionomia. Qui incontra tre personaggi: due tedesche, belle e lesbiche ma disponibili per giochi incrociati, e un poliziotto belga depresso cui non interessano le avventure di sesso ma che in seguito si affilierà a una setta religiosa dedita anche a pratiche sessuali molto disinibite. Il solo interesse di questo opuscolo sta nell’isola, nella sua terrosità che respinge lontano il mare e non offre specchi per l’uomo, che cammina sulla sua superficie completamente ignaro di sé e di tutto. Ma anche queste son cose già dette. Per il resto, zero invenzione, zero storia, zero personaggi: una chiacchiera nemmeno troppo divertita. Houellebecq ha scritto cose migliori, anche se non è un genio: del resto, non so come biasimarlo in un momento in cui gli pubblicherebbero anche i conti della spesa. Meglio approfittarne, visto che dura poco. La notizia buona viene da una piccola casa editrice fiorentina, Edizioni della Meridiana, con Il dubbio di Dio di Giovanni Ibba. Ibba è italo-francese di Lille, ora residente in Italia, dove si occupa di letteratura ebraica. Il libro raccoglie due racconti diversi incentrati sul tema della vocazione. Nel primo, il più importante dei due, Ibba s’identifica con un giovane studente di teologia tormentato da voci incomprensibili, che lo svegliano nel cuore della notte con urla selvagge e chiamandolo per nome. Il giovane teme di essere pazzo e consulta uno psichiatra che ne ordina il ricovero. In seguito, proprio grazie all’esperienza in manicomio, comincerà a capire qualcosa delle voci che sente dentro di sé. Un Dio sconvolgente, forse pazzo ma realissimo, più reale della minestra e delle scarpe, ci si presenta in questo straordinario libretto. Il suo carattere fondamentale è l’essere totalmente altro: altro rispetto a ogni calcolo, a ogni gioco logico, altro rispetto alla teologia, altro rispetto a tutto. Il lettore vede spazzate via le sue demarcazioni cartesiane: un personaggio inimmaginabile fa irruzione in queste pagine talora grandi fin dall’incipit davvero memorabile. Ibba fa uso di una lingua semplice, quasi disarmata, non adatta a capriole stilistiche ma perfetta per trasformare le parole in cose, ossia in puri contenuti d’esperienza. Michel Houellebecq, Lanzarote, Bompiani, 70 pagine, 15 euro; Giovanni Ibba, Il dubbio di Dio, Edizioni della Meridiana, 110 pagine, 10 euro
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