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Regalità e teologia dal Medioevo al Fascismo

LIBERAL BIMESTRALE
di Franco Cardini
Anno V n. 33 - Dicembre 2005 - Gennaio 2006

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È difficile che questo libro, scritto dal grande Kantorowicz fra 1934 e 1940 e pubblicato direttamente in inglese nel 1946 per i tipi della University of California Press, veda la luce in italiano: per cui dovremo ricorrere a questa pur tardiva traduzione francese. L’opera ha del resto sessant’anni, ma li porta benissimo: ed è, non meno degli altri due capolavori del grande medievista tedesco, il Federico II del 1927 e I due corpi del re del 1957, un libro fondamentale. Ernst H. Kantorowicz (1895-1963), studioso tedesco d’origine ebraica immigrato in Inghilterra e poi negli Stati Uniti senza mai rinunziare al suo fervido patriottismo tedesco - è nota al riguardo una sua splendida, orgogliosa lettera a Hermann Goering - è uno dei più illustri e celebri medievisti del Ventesimo secolo. Egli è stato un rinnovatore profondo nel campo degli studi della storia istituzionale, della «regalità sacra» e della «teologia politica»: pioniere nel campo del metodo, egli seppe unire competenze storiche e giuridiche a studi approfonditi nel campo dell’estetica, dell’iconologia, dell’economia, dell’antropologia culturale.
Le Laudes Regiae hanno una lunga preistoria: sono le invocazioni liturgiche con le quali ordinariamente si accompagnava l’incoronazione dei sovrani nell’antichità e nella società cristiana e qualche residuo delle quali resta ancor oggi, nei sobri rituali d’intronizzazione dei re costituzionali. Il Kantorowicz le rintraccia nei manoscritti di tutta Europa, le classifica, ne studia i testi e la musica. Oggetto della sua ricerca sono le Laudes gallo-franche, quelle carolinge, quelle pontificie ed episcopali, quelle dalmate e veneziane, quelle dei regni normanni. Ne esce un quadro tipologico di straordinario interesse sul concetto di regalità nel Medioevo e sui suoi rapporti con la teologia. Gli italiani troveranno curioso e divertente il capitolo VII, nel quale il Kantorowicz analizza la rinascita delle Laudes nella pratica della liturgia politica del regime fascista e della sua proposta di «religione civica» fondata sulla visione del Capo come vicario del Cristo sulla terra e surrogato «laico» del sovrano nella civiltà tradizionale. È il bonapartismo il fondamento storico-tipologico della «mistica fascista» del Capo, che non osa rompere esplicitamente né con il cristianesimo, né con il giacobinismo? Ma questo è un tema che, posto sul tappeto dal Kantorowicz, ci porterebbe tuttavia lontano da lui. 

Ernst H. Kantorowicz, Laudes Regiae. Une étude des acclamations liturgiques et du culte du souverain au moyen âge, Paris, Fayard, 403 pagine, 27,00 euro
 

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