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Quel corpo a corpo tra Brahms e Celibidache

LIBERAL BIMESTRALE
di Pietro Gallina
Anno II n. 10 - Febbraio - Marzo 2002

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copFL10_th 
È appena stata proposta in un cd una registrazione antologica davvero singolare di brani celebri eseguiti da una serie di artisti che sono e rimarranno un pezzo di storia dell’interpretazione della musica sinfonica. Al centro di tale rilevante operazione musicale deve essere collocata l’eroica istituzione della Rai con le sue quattro Orchestre di quei favolosi anni Sessanta: Torino, Milano, Roma, Napoli ora ridotte e fuse nella più contenuta Orchestra Sinfonica della Rai. Sono state orchestre che hanno visto passare sui loro palchi e podi proprio in quegli anni, musicisti in maggioranza quasi tutti italiani di cui molti ancora vivi e attivi anche se avanti con l’età. Ma cominciamo da uno scomparso, il leggendario pianista Arturo Benedetti-Michelangeli, poi i giovanissimi Riccardo Muti, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Salvatore Accardo insieme a un direttore già maturo allora come il grande Carlo Maria Giulini, e Massimo Pradella e Ettore Gracis. E poi tantissimi ospiti stranieri di immense qualità come Arthur Rubinstein, Sergiu Celibidache, Rafael Kubelik, André Cluytens, Narciso Yepes e l’ancora attivissimo Lorin Maazel; quest’ultimo si esibisce, cosa rara, anche in veste di violinista.
Insomma, una bella sfilza di grandi campioni del pianoforte, del violino, della chitarra e della bacchetta che sfilano in questo disco. In quei lontani e ruggenti anni Sessanta non nascevano e si esibivano solo i Beatles e i Rolling Stones... Perché sull’onda dell’enorme sviluppo economico di quegli anni vi è stata parallelamente una crescita di tanti interpreti di musica sinfonica e lirica di altissimo pregio; quelli presenti nel disco ne sono solo una sparuta rappresentanza. Invece oggi pare che la natura (o l’attuale economia) abbiano un poco ridimensionato la loro generosità nell’elargire facilmente musicisti di valore come accadeva in quegli anni sfavillanti. Aspettando tempi migliori si possono intanto offrire a palati anche raffinatissimi le delizie che sono presenti in questo, per l’aspetto, quasi insignificante cd.
Sono undici brani o movimenti di concerti e sinfonie del repertorio classico da Bach e Mozart a Prokofiev e Rodrigo, passando per i grandi del Romanticismo tedesco; certo può esser considerata blasfema la scelta dei pezzi «tratti», staccati dall’intero, ma pur ascoltando un solo movimento, per esempio l’Andante con moto del 4° Concerto di Beethoven eseguito da Pollini ventenne, si è talmente incuriositi o affascinati al punto di correre a comprare tutto il concerto; o decidere al contrario se si è arrabbiati, di cassarlo dalla lista dei prossimi acquisti. Il 2° Concerto (Allegro appassionato) di Brahms con Rubinstein e Cluytens, per esempio, crea un desiderio irrefrenabile di ascolto completo e non avendolo si è disposti a errare per rivenditori o musei/discoteche pur di completarne l’ascolto. E così capiterà a chi non abbia la 6° Sinfonia di Mahler diretta da Abbado; pure il Concierto de Aranjuez di Rodrigo con la spavalda coppia Yepes/Muti (ventenne) contiene un suo particolare fascino: un ascolto che fa tenerezza abituati ora alle fiere interpretazioni scaligere del Riccardo cuor di leone della lirica nostrana. In particolare ciò che pare avere il suono magico di un mito è legato per chi scrive all’interpretazione che Sergiu Celibidache dà del Poco Allegretto della 3° Sinfonia di Brahms. Pare la lotta tra l’imporsi del sentimento di nostalgia espresso dal tema principale, e la materia stessa del suono che il direttore predilige e vorrebbe vincente: un avvenimento unico nell’universo della direzione d’orchestra.

Sinfonie & Concerti. Miche-langeli, Muti, Accardo, Pollini, Abbado, RicordiMS, 12 euro ca.
 

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