Da una piccola indagine sulle riviste italiane dedicate all’identità europea e ai problemi comunitari, emerge un dato: mentre i media continuano a parlare d’Europa con una certa intensità, due delle riviste più significative hanno cessato la pubblicazione: Europa Europe (edita dall’Istituto Gramsci) e Il Mulino Europa. Ma c’è pure una carenza nello sforzo degli organismi comunitari per mantenere alto l’interesse sulla questione europea in strumenti d’informazione che non siano troppo generici né iperspecializzati. Tra le riviste della scarna fascia intermedia, ho scelto quattro esempi, diversi per tendenze e contenuti ma accomunati nell’intento di diffondere la coscienza europeistica. Italianieuropei, bimestrale dell’omonima fondazione, si occupa d’Europa da un punto di vista politico legato prevalentemente al dibattito italiano. Nel primo numero del 2003, due istruttivi articoli (di C. Martelli e di A. Parisi) riflettono su una riforma del Pse tagliata sul modello dell’Ulivo. Obiettivo: una «casa comune di tutti i riformisti europei», che «si pensi come partito europeo e non semplicemente come partito che sta in Europa». Si tratta di un’idea che sta maturando all’interno del socialismo europeo e che dovrà essere seguita con attenzione, perché i suoi sviluppi influiranno anche sul futuro assetto interno e internazionale dell’Ue.
L’editore Rubbettino pubblica un annuario, a cura dell’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli, intitolato 2004 Quaderni europei e diretto da Piero Craveri. Nel fascicolo più recente (2, 2002) si segnalano un’analisi delle varie posizioni dei partiti italiani nell’attuale fase costituente dell’Ue (G. Mombelli); il contributo della cultura cattolica all’europeismo tra il 1954 e il 1956 (E. Scialanca); il catalogo dei «cantieri aperti» della costruzione europea nei prossimi anni (P.V. Dastoli). Il volume è chiuso da una cospicua e utilissima serie di documenti, tra cui il testo della dichiarazione di Laeken e i discorsi di apertura dei lavori della Convenzione. La Fondazione europea Dragán, benemerita nel campo degli studi europeistici, pubblica, oltre a un piccolo Bollettino mensile di informazione, una Rivista di grande qualità, sia per i problemi trattati sia per gli autori che ospita. «Le sfide dell’Europa in un mondo che cambia» è il tema dell’ultimo numero, in cui numerosi specialisti analizzano l’ampio ventaglio di problemi che l’Ue ha dinanzi. Cito per tutti il saggio di A. Sinagra, che affianca all’esigenza sovranazionale espressa dalla Costituzione europea la necessità di conservare «il rispetto delle realtà e delle singole identità nazionali», che possono anche «non piacere» ma che rappresentano la storia della nostra vita.
L’Erasmo, bimestrale di cultura europea, dedica l’ultimo numero alla molteplice recezione della civiltà egizia nell’Europa antica e moderna. Dal rispetto degli antichi greci al recupero degli stilemi egizi nel neoclassicismo fra Sette e Ottocento, fino al romanticismo dei viaggiatori francesi dell’Ottocento, l’Egitto ha rappresentato un luogo simbolico dagli svariati contenuti: l’inizio della conoscenza scientifica, un raffinato politeismo, una sapienza mistica dai sotterranei sviluppi nelle epoche successive, una società teocratico-sacerdotale superata dalla democratizzazione del mondo greco. Per riflettere sull’evoluzione di questi rapporti è altamente simbolico il saggio di C. Parent sulla nuova Biblioteca d’Alessandria, progettata dallo studio norvegese Snøetta e inaugurata nel 2002, esempio di retroazione che porta in Egitto la visione che l’Europa ha della sua antica civiltà.
Italianieuropei, 1, 2003, 272 pagine, 10 euro; 2004 Quaderni Europei, 2, 2002, 416 pagine, 12 euro; Rivista della Fondazione Europea Dragán, 18, 2002, 293 pagine, 10 euro; L’Erasmo, 13, 2003, 148 pagine, 13 euro