vai

 

 

 Archivio libri

archivio_libri
vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

foto9

foto9

Read More

foto10

foto10

Read More

foto11

foto11

Read More

foto12

foto12

Read More

foto13

foto13

Read More

foto14

foto14

Read More

foto15

foto15

Read More

foto16

foto16

Read More

foto17

foto17

Read More

foto18

foto18

Read More

foto19

foto19

Read More

foto20

foto20

Read More

foto21

foto21

Read More

foto22

foto22

Read More

Global fanatici e no-global, uniti nel Nulla

Il nichilismo è la teologia della morte di Dio, dopo la quale è tutto lecito. Anche che l’economia, la quale dovrebbe avere per finalità l’uomo, si rivolga al contrario verso miti utilitaristici e distruttivi

di Ettore Gotti-Tedeschi

Liberal numero 18 - Gugno/Luglio 2003

Torna al sommario

cop18_th

Ci ritiene da una parte che il nichilismo di questo secolo sia proprio nella globalizzazione che crea contraddizioni e squilibri perché modifica inaspettatamente le regole del gioco superando gli schemi e i vincoli dello Stato sovrano forte di un concetto chiave: solo l’economia e la tecnica hanno valore per l’uomo di questa era. Si ritiene da altre parti che sia nella no-globalizzazione il sintomo del nichilismo globale poiché opporsi al processo logico e naturale di globalizzazione dei mercati significa negare una libertà economica e imporre conseguentemente leggi di anarchia economica. Noi vorremmo domandarci perché si pensa in questo modo opposto e dove sta la ragione, partendo proprio da una considerazione di principio nichilistico, quella esistenziale, che affermando che la vita non ha valore intrinseco esclude di fatto l’uomo dalla centralità delle cose, e vorremmo perciò cercare di capire quale spiegazione è nichilistica o non nichilistica in economia. Vediamo. Se è vero che il nichilismo è negazione di ogni ordine politico e sociale perché ostacola il miglioramento, se è negazione di valori morali o etici assoluti, se afferma che non si può conoscere il vero e che la vita non ha senso, come si può governare l’economia per l’uomo? Non si governa nulla se si crede a questa premessa. In più l’economia ha bisogno di fondamenti morali, le scelte economiche vogliono fini, obiettivi, mezzi e responsabilità nelle decisioni. Se poi l’uomo non è centrale e non è fine diventa mezzo, è evidente che se la vita non ha senso non può averlo l’economia e se l’economia non ha senso per l’uomo che economia è mai? È anarchia economica che è rottura delle leggi economiche.
Il nichilismo, riguardo la creazione fondamento della vita, rinnega che l’uomo sia figlio di Dio e perciò tutto, per l’uomo, diventa possibile. Così l’uomo non ha più la «divina» capacità creativa nel suo lavoro e nella sua libertà. Così gli viene di fatto negata la libertà-responsabilità riducendolo a poco più che bestia. Così anche in economia tutto è possibile, si può far tutto senza regole. Ciò spiega anche la preoccupazione di Giovanni Paolo II nella Centesimus annus quando dice che la storia è legata alla progressiva svalutazione dell’uomo. Ma lo sviluppo economico moderno si fonda sul genio dell’uomo faber che crea progresso, sapere e conoscenza grazie alla scintilla di divino che c’è in lui. Ciò che deforma questo processo è il «peccato», quello stesso che deforma la scienza trasformandola in tecnoscienza finalizzata a un profitto indipendentemente dalle conseguenze. Lo stesso «peccato» che trasforma la filosofia in cultura-business o cultura-politica, il «peccato» che trasforma l’economia in sfruttamento dei fattori produttivi, o peggio, che trasforma l’uomo in fattore di produzione e consumo. Nietzsche considerava il nichilismo la svalutazione dei valori della civiltà cristiana (vero, bello e buono) e la conseguente ricerca solo dell’utile, potere, soldi. In realtà è difficile riuscire a girare intorno al nichilismo senza trovare il problema di riconoscere Dio. Il nichilismo è la teologia della scomparsa di Dio e perciò del tutto lecito. Ma dove Dio non c’è e tutto è possibile l’economia dalla parvenza liberista o sociale diventa una scusa dove alla fine tutto è lecito per l’obiettivo economico e non per l’obiettivo uomo. Come diceva Michel Foucault la morte di Dio è la morte dell’uomo e un’economia senza Dio è contro l’uomo. La ragione perciò non libera più l’uomo ma lo incatena, così questa economia di mercato perfetta senza riferimenti morali non è perfetta per l’uomo, non lo libera, non lo soddisfa, ma lo soggioga e lo incatena alla sua logica che lo trasforma in uomo-gestito produttore, consumatore, risparmiatore, mezzo anziché fine. Il nichilismo contemporaneo occidentale si rifà poi alle culture (la cultura alla fine spiega e aiuta a capire cosa è bene e cosa è male), ma non ai valori sottostanti e con conseguenze relative all’uso dei mezzi a disposizione della civiltà, tra cui scienza, tecnologia politica ed economia. Un esempio, il nichilismo economico è il malthusianesimo dove si afferma che la procreazione provoca la miseria. Un esempio di dottrina economica nichilista è l’utilitarismo che sostiene che il valore di un bene dipende solo dalla sua utilità, per il mercato, per la Borsa, etc… verso il valore intrinseco, prescindendo da ogni valutazione di ordine morale. Cioè l’utilità spiega le variabili economiche e diviene il crollo della struttura realistica. Il vero problema è che l’uomo considerato poco più, nei fatti, che strumento, non riesce che raramente a far esplodere i suoi talenti, la sua volontà, intelligenza, coraggio, vera ineguaglianza in natura ben più che le risorse, così si realizza l’uniformizzazione e trionfa non il migliore ma il superiore, il più forte e arrogante, aggressivo. Che cosa provoca uno stato di nichilismo? La fine della libertà economica che non può esistere in mancanza di istituzione politica che la supporti, l’anarchia politica produce quella economica come il relativismo politico e morale produce relativismo economico-global, no-global, che hanno così apparentemente le stesse giustificazioni e le stesse negazioni. Ma alla fine, è la globalizzazione, che può produrre disordine, a esser sintomo del nichilismo o è la no-globalizzazione che si oppone al mercato a esserlo? Lo sono forse entrambi? È nichilista il comportamento dell’uomo che in economia di fatto vuol prescindere dai valori morali etici, che vuole ignorare che la vita ha un valore intrinseco, che vuole che solo ciò che è tangibile ed economico abbia significato. E ciò produce la mentalità consumistica, lo spreco, il superfluo, che focalizza esageratamente il successo economico e i suoi simboli della sovranità del mercato e del consumatore. È nichilismo lasciar che questo comportamento influenzi il nostro pensiero anziché sforzarci perché sia il nostro pensiero a influenzare il nostro comportamento.