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Dove la tradizione non è in estinzione

LIBERAL BIMESTRALE
di Pablo Echaurren

Anno III n°16 - Febbraio - Marzo 2003

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ll Savoia è in via Corte d’Appello 13. Ma di che corte d’appello vanno cianciando, a noi ci è bastato il primo grado per dare un giudizio più che assennato e se proprio si vuole passare all’appello e in cassazione, non saremo certo noi che ci tireremo indietro, ma la sentenza resterà comunque invariata. Noi insomma decretiamo un pieno gradimento del procedimento culinario cui siamo stati sottoposti e ci caviamo tanto di cappello di fronte a questa cucina, a questa cantina, a questo ambiente sobrio (hic!) e poco ma-nierato, in netto contrasto con tanto obbrobrio post moderno o neo risorgimentale che ammorba la Torino shock & chic d’oggi. Quando siamo passati noi, al Savoia, c’era appena stato Luigi Veronelli, il che ha fatto subito trillare tutti i nostri campanelli d’allarme che bisognava stare in campana e non farsi trovare impreparati a recepire le sfumature, le cotture, le spadellature che testimoniano d’una attenzione alla tradizione che nella città del toro - bisogna pur rimarcarlo - è in tragica via di estinzione. Lucioperca in crosta di arancio con timballo di cardi al latte, petto di faraona farcita ai marroni e pere Martin Sec al barbera, gnocchi di castagne in fonduta al Castel-magno, ravioli di cervo e rape con salsa d’arrosto, guanciale di sanato al ba-rolo con crema di verdure, ossobuco di vitello con purea di broccoli profumato al limone e timo, cassata di marron glacé in salsa di cachi e rhum, formaggi del Piemonte. A disposizione si hanno anche: menu degustazione, menu tradizione, menu di pesce e infine menu vegetariano. Avanti Savoia! Fino al culmine della nostra gioia!

*****

Viceversa allorquando mi sono accomodato da ReD - Restaurant & Design non c’era già transitato Veronelli né niuno altro essendo stato io l’utente number 01 (mia moglie Claudia la number 02). Era la serata inaugurale del locale e contemporaneamente l’apertura ufficiale, al cospetto del presidente Ciampi, dell’ala principale (la Santa Cecilia) dell’Audi-torium di Renzo Piano. Nessun altro cliente era presente in sala. Tutti intenti a passarellare sotto i riflettori, a flanellare in pelliccia, a farsi rimirare tra la Bella Gente Posticcia. Io e la mia consorte, controcorrente, ci siamo sbafati in solitario un succulento menu degustazione che andava in senso antiorario: carpaccio di ricciola con tartar di pomodori infornati capperi e olive, tortino di indivia, alici e patate, variazione di carciofi, filetto di manzo con radicchio patate e salsa al vino rosso.
Poi, per finire all’incontrario - proprio come facevano i futuristi - mezze penne alla gricia e tortino di cioccolato caldo. Un grazie di cuore a Angelo Troiani e allo chef Fabrizio Fatucci che ci hanno permesso di tagliare il nastro di fondazione di un ristorante aitante che al momento ci sembra in ottima posizione rispetto a tanti indirizzi ultra sperimentati, iper quotati e un poco spompati. Dunque a noi il merito di aver tracciato il solco, indicato la via al volgo, fatto il colpo, lo scoop, assaggiando in anteprima una cucina a cui val la pena di dare tutto il nostro cREDito.

Savoia, via Corte d’Ap-pello 13, Torino, tel. 011-4362288;
ReD - Restaurant & De-sign, via De Coubertin 30, Roma, tel. 06-80691630.

 

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