archivio_libri

 


vai

 

 

 Archivio libri


terzopolo

 

 


 Todi

maggio_home_page

vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

Così l’anima di Mark Sandman torna a vivere nei Twinemen

Dopo la morte del loro leader nel ’99, i Morphine rimettono in piedi un trio
(con Laurie Sarguit). Il risultato è un cd che non smentisce il talento originario
di Stefano Bianchi

Liberal n. 20 - Ottobre-Novembre 2003

Torna al sommario
cop20_th  
«La loro musica è paragonabile al rombo di una Plymouth Fury del ’61 che attraversa un temporale notturno». Nell’America aggredita dal wall of sound del grunge, i critici accolsero con un’iperbole l’album Good. È il ’92 targato Morphine: Mark Sandman, basso a due corde e voce; Dana Colley, sax baritono; Billy Conway, batteria. Vengono da Cambridge, nel Massachu-setts, si sono trasferiti a Bos-ton, Sandman e Conway hanno fatto la gavetta nei Treat Her Right, Colley nei Three Colors. In poche parole: blues e punk inzuppati nell’oscurità. Il nome spiazza: i Morphine non elaborano suoni anestetizzati ma rock a bassa modulazione di frequenza, notturno e scarnificato. Si muovono in punta di piedi anziché far muovere il piede a tempo. Cedono il passo al cool jazz e ad accelerazioni nel rock’n’roll e nel rockabilly. Sono tre musicisti noir, affascinati da detective thrillers, true-life murder stories e B-movies porno degli anni Cinquanta. Masticano schegge di Tom Waits e Muddy Waters. Fra le pieghe delle loro canzoni calde, indolenti e recitative spunta il fantasma errabondo e sgualcito di Jack Kerouac. Vengono sbattuti in prima pagina, ma alle luci della ribalta preferiscono la penombra: niente concerti nelle arene bostoniane, bensì un fumoso club da occupare notte su notte per assaporarne coi fans la suadente intimità. Nel ’93 pubblicano Cure For Pain e poi Yes (’95) e Like Swimming (’97) replicando la loro ipnotica lentezza sorpresa da fulminee deflagrazioni jazz. Nel ’99 decidono di varcare i confini americani per conquistare l’Europa. La sera del 3 luglio, durante un concerto a Palestrina, vicino a Roma, Mark Sandman muore sul palcoscenico. Un’overdose di cocaina gli ha spezzato il cuore.
Volato in cielo il leader che con la sua voce gutturale e l’ondeggiante rimbombo del suo basso aveva reso leggendari i Morphine, nel 2000 Colley e Conway commercializzano The Night, inciso pochi mesi prima che Sandman morisse. La musica del disco, inconfondibile, è frutto del lavoro di più strumentisti che l’hanno resa maestosa, struggente, nostalgica a posteriori. Nasce, in memoria di Sandman, l’Orchestra Morphine che effettua fra gli applausi una tournée mondiale. Ma è un battito di ciglia, giusto in tempo per tratteggiare un’ipotesi «sinfonica» del gruppo originario. Dana Colley e Billy Conway, però, non vogliono finire nell’oblìo ma perpetuare il ricordo di Mark. Al suo posto occorre una voce femminile che sia capace di sublimarne l’enfasi beatnik e l’incredibile potenza espressiva. Il trio riprende a vivere con l’inserimento di Laurie Sargent, cantante dell’underground anni Novanta, ribattezzandosi Twinemen. Anche il titolo del nuovo cd recita Twinemen, ovvero uomini-spago come i cartoons disegnati da Sandman che ballano attorcigliandosi in copertina. E ad attorcigliarsi, insinuante, è la musica. Il sax, abbandonate le nevrosi free jazz, si mette con umiltà al servizio del rock (Spinner), detta le melodie soul di Golden Hour e Watch You Fall, riempie di «a solo» il tribalismo di Chose Sauvage. C’è perfino spazio per il rhythm and blues (Little By Little) e il gospel (Harper And The Midget), generi che i Morphine non avevano mai osato approcciare. Learn To Fly profuma di spezie orientali e di sperimentazione calcolata al millimetro. Laurie Sargent è al tempo stesso Sade (Signs Of Life) e Patti Smith (Ronnie Johnson), ugola di velluto e d’acciaio. Mark Sandman avrebbe apprezzato tutto ciò, e magari si sarebbe commosso ascoltando Who’s Gonna Sing. Di sicuro, come undici anni fa, c’è grande musica sotto il cielo di Boston.

Twinemen, Cooking Vinyl, 20 euro
 

web agency Done Communication