Per chi ha amato I frustrati di Clare Bretecher (e per chi - per ragioni generazionali - non ha fatto parte di quel milieu che si è innamorato delle strisce folgoranti di questa straordinaria disegnatrice e umorista francese), c’è un nuovo genio in circolazione: si chiama Maitena Burundarena, è nata nel 1962, è argentina e il pubblico italiano ha imparato ad apprezzarla dalle strisce pubblicate su ttl, il supplemento libri settimanale della Stampa. Mondadori ha recentemente mandato in libreria il suo primo libro italiano, Donne a fior di nervi, e chi scrive spera che siano tradotti anche gli altri tre, perché Maitena è destinata a diventare oggetto di culto: post-femminista, post-ideologica, post-emancipata, post-romantica, Maitena è una delle più taglienti e tenere osservatrici dei tic comportamentali delle donne e degli uomini della nostra epoca. Ha già consumato ogni mito e ogni illusione eppure riesce a riderne. Dall’Equazione Matematica per capire come vanno le cose tra i sessi e concludere che gli uomini preferiscono non più le bionde, ma le tonte: lei dice a un’amica, «Lo hai visto? È vero che esce già con un’altra?». E l’amica: «Sì, ma stai tranquilla, perché non è niente d’importante…. Non immagini com’è quella ragazza! Non parla, non si pronuncia su niente, non lavora, non ha il senso dell’umorismo, è sgraziata… non ha nulla!». Lei però ne conclude terrorizzata, mangiandosi le unghie: «Oh no!!! Se la sposa!!!». Fino alle quattro tipiche coazioni a ripetere dell’amore non corrisposto dei nostri tempi: le donne che si innamorano sempre degli sposati, gli uomini non attraenti che perdono regolarmente la testa per «le figone», le ragazze che vogliono mettersi con i gay e i gay che sospirano dietro agli eterosessuali….
La satira di costume di Maitena non è mai a senso unico, ce n’è per tutti: per le donne che truffano gli uomini frugando nelle loro tasche o facendosi mettere incinte, che li copiano nei difetti invece che nelle virtù o che seducono gli sposati per poi ricattarli…; per i genitori di primo pelo che trattano il pargolo come se fosse nitroglicerina, lo portano ovunque, gli scattano un rullino di foto alla settimana… e per gli uomini da mollare subito: quelli che fanno la guerra al tuo analista, gli avari, quelli che ignorano i tuoi figli e detestano le tue amiche, quelli che preferiscono che non lavori e quelli che si stanno separando ma… non lo faranno mai. Maitena non è pedagogica è esilaarante: non consiglia, non proibisce, non invita mai a… semplicemente mostra quello che già sappiamo ma non abbiamo il coraggio di confessare a noi stesse, e cioè l’irresistibile, involontaria comicità del vivere quotidiano.
Ironica e autoironica, Maitena è forse meno sofisticata di Bretecher e le situazioni che racconta sono decisamente transgenerazionali, colorate e vitalistiche. La loro eccentricità è assolutamente comune, un ossimoro. Come le cameriere con l’animo da padrone e le padrone con una vita sentimentale da cameriere raccontate nei film di Almodovar. Le sue donne a fior di nervi, infatti, ricordano quelle sempre sull’orlo della crisi (di nervi) di uno dei più famosi e amati film del regista spagnolo. E nel tratto sudamericano, da nuovo mondo, di questa disegnatrice c’è una freschezza e un’immediatezza che denuda il vissuto mostrandone la caricatura. Senza intellettualismo e senza crudeltà: come dire? Così è la vita, tanto vale riderne senza ritegno e senza complessi.
Maitena, Donne a fior di nervi, Mondadori, 189 pagine, 13 euro