archivio_libri

 


vai

 

 

 Archivio libri


terzopolo

 

 


 Todi

maggio_home_page

vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

Quel “bordighiano” con tendenze di destra

LIBERAL BIMESTRALE
di Giuseppe Bedeschi
Liberal n. 32 - Ottobre-Novembre 2005

Torna al sommario
cop32col_th  

Per lo storico che voglia studiare e approfondire la formazione spirituale e mentale, prima ancora che politica, del gruppo dirigente comunista italiano negli anni Venti e Trenta, costituisce un documento di grande interesse il libro di Bruno Grieco, Un partito non stalinista. L’autore è figlio del dirigente comunista Ruggero Grieco, del quale ha voluto scrivere una biografia tesa a mettere in luce la distanza che divideva suo padre da Togliatti (e da Stalin), e a spiegare perché Ruggero Grieco ebbe vita non facile all’interno del Pci. Ma direi che l’utilità di questo libro non sta nella difesa (umanissima) che il figlio fa del padre, bensì nelle molte notizie che se ne ricavano sui rapporti che intercorrevano tra i dirigenti comunisti italiani e il Comintern. Quando, nel 1940, Grieco giunge a Mosca dal Belgio, per ordine del Pci, egli deve redigere una propria accurata biografia, che permetta alle gerarchie sovietiche e alla polizia politica di valutare il suo grado di sincerità e di attendibilità, anche e soprattutto sulla base delle informazioni che negli archivi segreti del Cremlino sono già disponibili su di lui. Sotto questo profilo la situazione di Grieco non è delle più brillanti, perché nel 1936 Togliatti ha trasmesso al Comintern una «scheda» nella quale si legge: «Grieco, rispetto agli altri, ha una maggiore preparazione politica ed è più noto di altri nel partito.
Possiede una grande capacità lavorativa; fedele, ma spesso non ponderato nel lavoro. Estremamente coscienzioso, ma nella fretta commette errori… Come dirigente non ha superato i metodi bordighiani… Dopo la rottura con Bordiga e sotto l’influenza di Gramsci è cambiato profondamente, ma successivamente ha avuto alcune tendenze di destra, in parte sotto l’influenza di Tasca. Mostra un certo nervosismo o instabilità nella linea politica, è facilmente influenzabile, non è un oratore di massa, ma la sua fedeltà è assoluta».
Nonostante alcuni riconoscimenti, la «scheda» di Togliatti è terribile: dire ai sovietici che Grieco non si è mai liberato dell’influsso di Bordiga, significa avvicinarlo al trotzkismo (molte espulsioni dal Pci di questo periodo parlano del binomio Trotzky-Bordiga); dire che ha subito l’influsso di Tasca, equivale a dire che è stato alla mercé di un altro «rinnegato», su posizioni di «destra». Il povero Grieco non conosce queste «informative» fatte pervenire da Togliatti al Comintern, ma, da buon comunista, le immagina. E quindi, scrivendo a Mosca la propria biografia nel 1940, si addossa tutte le colpe possibili e immaginabili, per non avere rispettato i dettami del Comintern (si veda alle pagg. 235-45 il testo impressionante di questa «biografia»). Rende insomma un’ampia confessione, per essere graziato.
Come si salvò Grieco? Per miracolo, come risulta dalle bellissime pagine di questo libro. Il quale, soprattutto, fa riflettere sull’attrezzatura mentale e politica con cui il gruppo dirigente comunista formatosi nell’emigrazione avrebbe affrontato, a guerra conclusa, la costruzione della democrazia italiana.

Bruno Grieco, Un partito non stalinista, Marsilio, 343 pagine, 17,00 euro

 

web agency Done Communication