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Emozioni degustastive ai piedi dell’Amiata

LIBERAL BIMESTRALE
di Pablo Echaurren

Liberal Numero 22 - Febbraio / Marzo 2004

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numero_22_bigNel 1819, a Boppard, piccola città sul bordo del Reno, il giovane Michael Thonet apre una piccola falegnameria, specializzata nella realizzazione di elementi decorativi. Per lunghi anni, la sua ricerca si concentra sui sistemi di curvatura del legno di faggio, sperimenta l’uso dell’acqua, della colla a caldo, del vapore e delle presse. Semplificando e razionalizzando sistemi e tecniche, inizia quel percorso di passaggio dall’artigianato all’industria che porterà negli anni successivi la sua fama e la sua produzione su scala mondiale. I primi modelli di sedute vengono esposti nel 1841 a Coblenza dove avviene l’incontro che si rivelerà decisivo per la sua carriera; il principe di Metternich lo invita a trasferirsi alla corte di Vienna, dove ottiene un riconoscimento ufficiale per la sua tecnica di curvatura del legno e l’incarico di realizzare, per il palazzo di Liechtenstein, pavimenti e sedute. Lo spirito imprenditoriale di Michael Thonet non si placa e produrrà in proprio, fondando una ditta indipendente, gli stessi modelli creati per la corte e altri come quello realizzato per il caffè Daum a Vienna. Nel 1853, con i quattro figli fonda la Gebrüder Thonet e inizia la produzione di quelle sedie che entreranno nella memoria di noi tutti: la spalliera e le gambe posteriori formate da una struttura unica, una linea continua curvata a ferro di cavallo e il sedile rotondo costituito da un intreccio sottile di canna d’India, da allora chiamato «paglia di Vienna».
Nel 1860 la versione definitiva di questa seduta, indicata nel catalogo come la Numero 14, raggiungerà un traguardo commerciale senza precedenti: da allora e durante i successivi quarant’anni, più di trenta milioni di esemplari venduti e copiati in ogni angolo del mondo e la Numero 14 diventerà il prototipo di tutte le sedie dei caffè parigini e mitteleuropei. Durante la seconda metà dell’Ottocento, la società incrementa sempre di più la produzione con l’apertura di sette stabilimenti e, nel 1912, raggiunge il suo apice commerciale arrivando a realizzare due milioni di articoli in un anno. Dopo la prima guerra mondiale, l’industria del legno curvato subisce una crisi profonda; la Thonet resiste, si unisce alla concorrenza, si rinnova e apre le porte alla ricerca dei protagonisti dell’architettura moderna: dal 1927, Le Corbusier, Mies van der Rohe, Marcel Breuer, Mart Stam, progettano poltrone e sedute in tubolare d’acciaio. Nel 1931 l’architetto berlinese Hans Luckhardt, presentava in occasione della German Bauhaus Exhibition, la S 36: la struttura continua in tubolare d’acciaio, la seduta «a sbalzo» e lo schienale ergonomico, conferiscono al corpo la possibilità di oscillare leggermente. Vista e presa dal Maharajah di Indore che ne ordina subito 150 copie per il teatro e la sala da ballo del suo Palazzo in Manik Bagh, progettato dall’architetto Eckart Muthesius. Quell’or-dine di 150 copie ne decreta il successo e nel 1932 la società Thonet acquisisce i diritti di questa bizzarra sedia in movimento, «priva di gambe posteriori». Esce di produzione dopo la seconda guerra mondiale e rientra per un breve periodo dal 1985 al 2000, in versione imbottita. Adesso è rinata nella sua versione originale, la seduta e lo schienale in nero o rosso, ancora firmata da Gebrüder Thonet e distribuita in esclusiva in Italia dalla Joint srl: più di settanta, ma veramente non li dimostra.

Joint srl (02 8068871) Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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