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Comodamente seduti su una colonna d’aria

LIBERAL FONDAZIONE
di Claudio Trionfera
liberal n°23 - Aprile/Maggio 2004

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cop23«Migliorano di anno in anno; alla fine sarà come essere seduti su di una colonna d’aria elastica». Così Marcel Breuer amava descrivere le sedie da lui create nella seconda metà degli anni Venti, oggetti simbolo di quella rivoluzione culturale annunciata e sostenuta dalla Bauhaus, scuola di arti e mestieri di Weimar, che, dalla sua fondazione, nel 1919, affrontava il problema della produzione industriale. Il Vitra Design Museum di Weil am Rein affronta il percorso creativo del maestro ungherese attraverso un’ampia mostra retrospettiva, la più completa sino a oggi a lui dedicata. 
La finalità della mostra consiste nell’esporre in eguale misura i campi di attività di Marcel Breuer. Nella sezione «Mate-riali», viene presentata la sua opera di design secondo un ordine cronologico, scandito da quattro fasi che corrispondono all’uso di altrettanti materiali diversi: il legno massiccio, l’acciaio tubolare, l’alluminio e il compensato. Nato a Pècs nel 1911, a diciotto anni frequenta i corsi della Bahuaus e, dopo solo quattro anni, ne diventa uno dei principali collaboratori. La sedia progettata durante il corso di falegnameria, elegante e geometrico gioco di assemblaggio di assi di legno, diventa il fiore all’occhiello della scuola e, nel 1925, il giovane Breuer è incaricato di dirigerne la sezione mobili. Lo stesso anno la sua attenzione si sposta sull’acciaio tubolare, dando vita alla prima versione della celeberrima poltrona conosciuta in tutto il mondo con il nome di Wassily, la quale, sempre straordinariamente attuale, continua a essere prodotta. Lasciata la Bauhaus nel 1928, si trasferisce a Berlino e in questo periodo inizia la sua collaborazione con la Thonet dalla quale nascerà un’altra icona del design, la sedia B32, nella quale confluiscono in maniera esemplare la tradizione della consolidata società tedesca, rappresentata dall’uso della paglia di Vienna per seduta e schienale e la ricerca di nuove tecnologie con l’impiego del tubolare di acciaio che ne forma la struttura a sbalzo e conferisce all’azione del sedersi una straordinaria elasticità. I numerosi prototipi originali esposti al Vitra dimostrano la velocità con la quale Breuer, nell’arco di pochi anni, ha saputo sperimentare l’uso dell’acciaio, in tutte le sue molteplici potenzialità. A partire dal 1932, inizia la progettazione di una serie di mobili in alluminio che vincerà, un anno dopo, il concorso parigino indetto dalla «Alliance Aluminium Cie»; seduti in giuria Gropius e Le Corbusier. Di questa serie, la chaise longue sarà successivamente tradotta nella versione di legno compensato, segnando così l’inizio di una nuova fase e un altro successo; le sedie Isokon precorrono, con la struttura che segue la forma del corpo umano, quei principi che saranno alla base dell’«arredamento organico» che si svilupperà in America a partire dagli anni Quaranta. La mostra intende celebrare, in uguale misura, anche l’attività di architetto di Marcel Breuer. A Londra, dove si trasferisce con l’avvento del nazismo, nel 1933, studia nuove tipologie edilizie e urbanistiche e progetta la planimetria a doppio Y, che verrà in seguito largamente applicata. Negli Stati Uniti, dove inizia una collaborazione con Walter Gropius agli inizi degli anni Quaranta, progetta ville e case d’abitazione. Nel 1953 realizza in collaborazione con Zehrfuss e Nervi, il Palazzo dell’Unesco a Parigi; sempre nel 1953 la Saint John Abbey; nel 1960 l’ambasciata degli Usa a L’Aia e il centro di ricerche Ibm a La Gaude; nel 1966 la sede attuale del Whitney Museum of Art a New York.

Marcel BreuerDesign and Architecture, Vitra Design Museum di Weil am Rein fino al 12 maggio
 

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