
Come notato in una precedente rubrica, esiste un’unità di misura temporale, nota a Talete e prima ai Babilonesi, chiamata saros, che definisce l’intervallo di tempo fra due successive eclissi di Sole o di Luna in un dato punto della Terra. Tale intervallo misura anche il tempo fra due eventi successivi di minima distanza fra Terra e Luna e il tempo impiegato da un nodo dell’orbita lunare (il punto in cui l’orbita lunare, inclinata di circa 5 gradi rispetto a quella terrestre, interseca il piano dell’orbita terrestre, detto eclittica) a ritornare in una data posizione. Il saros misura 18 anni e 10 giorni (o 11, a seconda di quanti anni bisestili vi siano compresi), ed è quindi un terzo del misterioso numero 54 che appare in tante antiche tradizioni, da alcuni studiosi associato al periodo di massimo avvicinamento di Marte alla Terra prima del 700 circa avanti Cristo, quando si ebbe l’ultimo cambiamento in molti calendari nel mondo. Esiste anche un altro saros, definito da un intervallo di ben 3600 anni, che appare negli scritti dello storico babilonese Berosso (Terzo secolo avanti Cristo), scritti perduti salvo frammenti sopravvissuti in Alessando Poliistore (Primo secolo avanti Cristo), la cui opera è anche perduta, salvo citazioni del bizantino Sincello. Tale saros è usato per contare la lunghezza dei regni dei dieci sovrani antidiluviani nella tradizione sumerica (tradizione che come è ben noto ammette anch’essa un diluvio universale, con un sopravvissuto, Ziusudra/Utnapishtim, diluvio certamente corrispondente a quello descritto nella Bibbia, anche se dal punto di vista di una diversa tradizione). Stando ai dati riportati da Berosso sull’ipotesi, affermata da Poliistore, che fosse usato il lungo saros, la durata complessiva dei regni sarebbe di ben 432 mila anni, un intervallo che attraversa varie glaciazioni ed eventi geologici catastrofici, il che lo rende virtualmente impossibile da recepire.
Nella Bibbia, e qui ci riferiamo in particolare alla versione detta Septuaginta, quella usata dai padri della Chiesa sino al Quarto secolo e che per motivi che non possiamo discutere è da ritenere più accurata della cosiddetta Bibbia di Gerusalemme (basata sulla vocalizzazione masoretica, del Settimo secolo dopo Cristo, del testo di Esdra, del Quinto secolo avanti Cristo), appare pure una genealogia di dieci grandi personaggi, i dieci patriarchi da Adamo a Noè, comprendenti fra gli altri Seth, Matusalemme, Enoch. Il tempo fra Adamo e il Diluvio stando a questa genealogia (vedasi la Storia degli Armeni di Mosè Corenese, che ebbe a disposizione anche gli immensi archivi reali di Edessa), è di 2240 anni. Ora si può osservare che se prendiamo al posto del lungo saros quello associato alle eclissi, e precisamente se prendiamo invece di 18 il valore 20, otteniamo per la genealogia sumera dei dieci re 2240 anni, in incredibile accordo con il dato biblico. La proposta di un saros modificato di 20 anni è suggerita dal fatto che molte lingue antiche (la celtica) e moderne (basco, yoruba, ainu, munda etc.) usano un sistema numerale con base 20, usualmente spiegato con il fatto che si usassero le dita di mani e piedi per il conteggio, ma che è meglio spiegabile in termini di ricorrenza di eclissi, tenuto conto che sulla base di uno degli scenari di evoluzione catastrofica del sistema solare recentemente proposto dal fisico Ackerman le antiche eclissi potevano essere straordinaraiamente più pericolose e drammatiche di quelle di oggi. Su questo dovremo ritornare.