archivio_libri

 


vai

 

 

 Archivio libri


terzopolo

 

 


 Todi

maggio_home_page

vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

L’Italia come ai tempi di De Gasperi

LIBERAL FONDAZIONE
di Renato Cristin
liberal n°23 - Aprile/Maggio 2004

Torna al sommario
cop23La liberazione dell’Europa dal comunismo, intesa come dissoluzione dell’impero sovietico e del sistema di potere che esso aveva instaurato anche in altre parti del mondo, ha portato una libertà nei rapporti fra Europa e Usa che nel mezzo secolo precedente era impensabile e che produce oggi qualche effetto di spaesamento. A partire da questa considerazione, Piero Craveri e Gaetano Quagliariello hanno deciso di ripercorrere, invitando alla riflessione numerosi specialisti, i passaggi principali su cui si è articolato nel Novecento il rapporto fra i due poli dell’Occidente. La loro tesi di fondo è che il termine «prospettiva europea» sia sempre stato non solo molteplice ma anche mutevole, e che oggi il rapporto fra tale prospettiva e quella nazionale dei singoli Paesi vada ripensato. Ma per individuare le soluzioni più idonee nelle diverse situazioni che l’Europa ha e avrà di fronte a sé, è necessario comprendere a fondo le ragioni e le forme del rapporto che le sue nazioni hanno avuto con gli Usa. Di qui l’utilità di questo volume collettivo, che getta luce su molti punti controversi della politica atlantica dei vari Stati europei. L’agenda europea riguardante le politiche di integrazione e, quindi, gli snodi del processo stesso di unificazione fu determinata sia dalla «prospettiva atlantica», cioè dal potere di persuasione statunitense riguardo a scelte decisive come quella dell’integrazione economica e della liberalizzazione dei mercati, sia dalla «prospettiva sovietica», cioè dalla minaccia militare del patto di Varsavia e dalle limitazioni che essa poneva alla libertà d’azione dell’Europa occidentale. Ma se il rapporto con l’Urss era sostanzialmente statico, perché chiaramente demarcato dalla cortina di ferro e dalle sue implicazioni ideologiche, quello con gli Usa fu mobile e variegato, ed è stato proprio in base a tali oscillazioni che l’Europa ha dovuto trovare la strada per l’unificazione. 
Nei venti saggi che compongono il volume, molta importanza viene assegnata alla politica europea di difesa, a partire da quella rottura del 1954 sulla Ced che P. Buton definisce «l’affare Dreyfus della Quarta Repubblica», a causa dei suoi inquietanti risvolti politico-ideologici che già Aron aveva messo in parallelo con il caso Dreyfus. 
Direttamente centrati sulla Ced sono anche i saggi di R. Baritono e A. Varsori, come pure quello di W. Krieger sul riarmo tedesco dopo l’ingresso della Germania ovest nella Nato nel 1955. Come ben sanno e spiegano gli storici, la politica militare è questione centrale nella politica estera di una nazione e, pertanto, ha assunto valore fondamentale nella costruzione dell’Europa unita. È dunque anche in questo senso che va letto il saggio di Quagliariello su de Gaulle, figura cruciale dei rapporti fra le due sponde dell’Atlantico, la cui azione fu in parte velleitaristica ma decisiva per la formazione di una coscienza politica europeista, fondata sì sull’asse franco-tedesco ma utilissima per la nascita delle istituzioni comunitarie. In questo quadro, l’esperienza italiana assume particolare rilievo, perché trascinata da De Gasperi, convinto europeista e al tempo stesso sostenitore di un rapporto strettissimo con gli Usa. La sua teoria dei «vincoli esterni» viene dettagliatamente analizzata e contestualizzata nel saggio di Craveri, mentre i suoi rapporti interni con la sinistra democristiana sono oggetto del saggio di Vera Capperucci. Riflettendo su questi scritti, ci si convince pure della necessità che l’Italia diventi oggi il perno del nuovo assetto dei rapporti euro-americani.

Atlantismo ed europeismo, a cura di Piero Craveri e Gaetano Quagliariello, Rubbettino, 626 pagine, 31 euro
 

web agency Done Communication