archivio_libri

 


vai

 

 

 Archivio libri


terzopolo

 

 


 Todi

maggio_home_page

vai

 

 

 Venezia

novembre_home_page
Colloqui di Venezia 2008

vai

 

 

 

 

vai

foto1

foto1

Read More

foto2

foto2

Read More

foto3

foto3

Read More

foto4

foto4

Read More

foto5

foto5

Read More

foto6

foto6

Read More

foto7

foto7

Read More

foto8

foto8

Read More

Altman & company rivisitati da Freud

LIBERAL BIMESTRALE
di Claudio Trionfera
Liberal n. 27 - Dicembre 2004-Gennaio 2005

Torna al sommario
cop27I film, «certi» film, sono oggetti estetici che occorre lasciare indeterminati, come i sogni. Questa è, a un tempo, conclusione e premessa attorno ai temi davvero stimolanti - oltre che intelligenti e colti - scaturiti da un libro che senza esagerare, per taluni aspetti, va definito formidabile. Intanto nel suo motivo teorico, che mette in primo piano il rapporto tra il cinema e la psicoanalisi e da questo tutto fa nascere a livello di testo; poi nella prassi di una stesura assai rigorosa cui fanno da corredo le citazioni dei film e, ancor prima, il procedimento utilizzato nella fase dimostrativa/ interpretativa. In una forma di indagine che, precisa l’autrice, non può rappresentare un vero e proprio «metodo», piuttosto un «modo di lettura» nel quale l’implicazione psicoanalitica mette in rilievo la collusione del linguaggio dell’inconscio con alcuni procedimenti stilistici dell’opera cinematografica: «Permettendo aperture impreviste, significati inediti, rimandi semantici attraverso slittamenti del significante, condensazioni (metafore), spostamenti (metonimie), sovradeterminazioni». Insomma un modo diverso di leggere il film, nel quale il ruolo della psicoanalisi diventa il mezzo per individuarne una traiettoria meno visibile ed esplicita.
Sette capitoli, più una cospicua e lodevole tessitura di note, realizzano un contenuto ricco e compatto. Dove trovano spazio, scorrendo via via i vari titoli, le forme dell’identificazione, l’illusione, l’onirismo e lo spazio del sogno, il legame edipico e la figura del doppio, il voyeurismo e la scena primaria, il feticcio, l’erotismo e l’illusione della bellezza. Molti i capolavori citati nelle varie circostanze, da Nick’s Movie a L’ultimo dei Moicani, a Sfida infernale, Bellissima, Hiroshima mon amour, L’anno scorso a Marienbad, Strategia del ragno, Gli uccelli, Il sospetto, Sentieri selvaggi, Gilda, Bella di giorno e parecchi altri. Ognuno, logicamente, con proprie motivazioni di scelta e precisa collocazione negli orizzonti specifici. Ricco di suggestioni il capitolo relativo all’onirismo, dove l’autrice (che insegna Storia delle teorie del cinema al Dams di Roma e produce largo materiale saggistico) entra, per così dire, nel vivo del suo progetto: partendo dalla contemporaneità di origini del cinema e della psicoanalisi e arrivando a mostrare l’incontestabile liaison tra il film e il sogno. Meglio, tra la materia filmica e quella dei sogni. Assimilabili per processo costruttivo («Rispetto al sogno, che è una psicosi allucinatoria normale, il film è paragonabile a un’allucinazione artificiale, alla materializzazione tecnologicamente ricostruita della visione onirica») e per effetto mnemonico («I film, al pari dei sogni, si dimenticano facilmente o si ricordano male, non essendo ancorati alla realtà»). Una riflessione davvero fascinatoria, che ammette l’esistenza, nei sogni, di «residui diurni» di immagini cinematografiche nell’ambito di un reciproco regime di scambio. E che si spinge, in un’ipotesi davvero «sognante», a immaginare quanto sarebbe straordinario il momento nel quale «lo spettatore ritrovasse, al cinema, delle immagini assimilabili a immagini dei suoi sogni. In questo caso il fantasma dello spettatore coinciderebbe con quello del film». Così come è già accaduto a tanti registi (da Altman a Fellini, da Buñuel a Welles, da Cocteau a Bergman e via così), che si sono dichiaratamente ispirati all’inafferrabile magia dei loro mondi onirici.

Lucilla Albano, Lo schermo dei sogni. Chiavi psicoanalitiche del cinema, Marsilio, 194 pagine, 9,90 euro
 

web agency Done Communication