LIBERAL BIMESTRALE di Pablo Echaurren Liberal n. 26 - Ottobre-Novembre 2004
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 La laguna di Orbetello è nota per dare ospitalità a una specie avicola rara: il «cavaliere d’Italia» che non è la testimonianza della provata fede berlusconiana d’un nomenclatore ornitologico in vena di piaggeria. No, si tratta di un piccolo e grazioso trampoliere dal lungo becco e dal candido petto. Ma Il Cavaliere è anche un’insegna degna di essere frequentata ancorché piazzata lungo la ferrovia. Se siete nella disposizione d’estro di mettere alla prova la capienza del vostro gastro misuratevi con la vertiginosa girandola di antipasti marinari: mousse di salmone e di spigola, tartara di rombo, crostini di moscardini, bianchetti fritti, straccetti di mare, gusci, mazzancolle. I primi (come primi? Saranno almeno i decimi!) comprendono tra l’altro spaghetti fatti in casa con mazzancolle. Se vi resta ancora un angolino: spigola con pomodorino, orata con patate, rombo al forno, fritto misto e/o di carciofi. Per rinfrescarvi e massaggiarvi li visceri niente di meglio che un sorbetto di mela verde al calvados, se invece siete degli sfondati patentati: croccantino al rum, crema catalana, torta di crema e pinoli ricoperta di cioccolata. Ciccioni (Danilo), così si chiama il patron che - pardon - non è per niente obeso, anzi. Ciccioni temiamo invece di diventarlo noi - Giorgio, Assunta, Billy, Claudia e io - che dobbiamo testare tutto per imboccarvi a dovere su dove mangiare. Ma sono i rischi del mestiere come dimostra la stazza di molti nostri mostri-colleghi. Lista dei vini con ricarichi modesti, onesti, non funesti come spesso avviene di questi tempi empi.
Lo ribadisco, non me ne vergogno, anzi ci agogno al confritto d’interessi. Dovreste sapere che ho appena tenuto una mia magna mostrologica al Chiostro del Bramante, un’istituzione che è la più prestigiosa collocazione che un artista vivente (e io lo sono, vivente, almeno finora, e in quanto vivente sono il solo a esservi stato ospitato)… dicevo, prima che mi perdevo nell’autoimbrodamento, che il suddetto Chiostro è la più prestigiosa collocazione che un artista vivente possa desiderare per presentare il proprio laboro affinché magari si trasmuti anco in oro. Si sa che i collezionisti abbisognano di incoraggiamenti museali, plateali e perché no, palatali. Dunque non vi stupisca se parlo con la cognizione del sapore dell’annessa caffetteria. Seduti al primo piano, incorniciati in uno scenario infartuale firmato dal Donato (Bramante), circondati da un’atmosfera di sospensione temporale, di pacificazione spirituale, di elevazione culturale (specie se avete visitato la mia esposizione), potete usufruire del servizio di piccola ristorazione che va dall’unico lardo di colonnato (bramantesco) esistente sul mercato a salumi e formaggi abbinati, avvinati, (piatto del blu, piatto di Langa, piatto rosa) alle friselle, alle baguette, alle omelette, ai carpacci (di terra, aria, mare), alle insalate, ai sorbetti, ai cake. Per non menzionare una a una le innumerevoli bevande alcoliche e non, i cocktail, le tequila, i drink, i gin, i rum, i bum-bum. Ovvio che se Carlo Carrà futurista fosse ancora tra noi e capitasse in questo contesto riscriverebbe il suo manifesto de La pittura dei suoni, odori, rumori, aggiungendovi il paragrafo dedicato ai liquori.
Il Cavaliere, Orbetello scalo-zona est (Grosseto), 0564-864342 Caffetteria del Chiostro del Bramante, via della Pace, Roma
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