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L’impero di Philip tra design e porcellana

LIBERAL BIMESTRALE
di Marina Pinzuti Ansolini
Liberal n. 26 - Ottobre-Novembre 2004

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cop26_thGermania, 1872. Philipp Rosenthal, poco più che adolescente, parte dalla città di Werl diretto nel nuovo mondo, in cerca di fortuna. Per sopravvivere svolge i lavori più umili e disparati fino al giorno in cui diventa buyer per un importatore di porcellane di Detroit, Jacob Meyer. Il caolino già scorreva nelle vene del giovane Philipp; infatti, suo padre, nella città natale, gestiva un negozio di porcellane. Intuitivo, veloce e determinato, nel 1879, è di ritorno in Germania e apre subito, a Selb, un laboratorio per la decorazione della porcellana, seguito, dopo quasi dieci anni dall’apertura di una vera e propria industria che inizia la sua produzione, con tanto di marchio registrato, nel 1891.
Nascono i servizi Luigi XIV e Mon Bijou, ispirati al gusto francese così in voga in quegli anni e presto l’azienda occuperà un posto di rilievo nei mercati internazionali.
All’Esposizione Internazionale di Parigi del 1900, trionfa l’Art Nouveau e la Rosenthal è presente, perfettamente in linea con le nuove tendenze, avendo, inoltre, messo a punto diverse tecniche decorative. I grandi viaggiatori dell’epoca avrebbero spesso ritrovato le porcellane Rosenthal sulle tavole dei treni, delle navi e degli alberghi più prestigiosi. Dal 1901, infatti, l’azienda è fornitore ufficiale delle Ferrovie tedesche; dal 1906, le tavole dell’elegante Palast Hotel di Berlino sono apparecchiate con le sue collezioni; alla fine degli anni Venti, per le sale ristorante di prima classe delle navi veloci Europa e Bremen sarà selezionato il servizio Corona Avorio, realizzato in porcellana particolarmente sottile, resa ancor più preziosa da un’incisione in oro sul bordo. Nel 1916, Philipp sposa la giovanissima Maria e a lei dedica la collezione omonima che diventerà presto uno status symbol di eleganza e raffinatezza. La forma poligonale, con il tipico decoro floreale a sbalzo, arriverà a includere, nel 1939, ben 170 articoli, bianchi o decorati, combinabili tra loro in un’infinita gamma di possibilità. Ancora oggi Maria è una delle collezioni da tavola più vendute al mondo. Nel 1952 Philip, figlio del fondatore, diventa direttore del settore design della Rosenthal, e convoca celebri artisti e designer a rivoluzionare l’immagine dell’azienda. Nasce uno stile che vede confluire la tradizione della Bauhaus e il design d’avanguardia.
Attento all’evoluzione del gusto e alla qualità del prodotto, nel 1961 invita una giuria indipendente di specialisti a riconoscere la qualità artistica e funzionale di ogni prodotto. Sono 150 i designer che, negli anni, hanno contribuito a rendere la Rosenthal apprezzata in tutto il mondo. Inconfondibili le collezioni Variation di Tapio Wirkkala, Tac1 di Walter Gropius, Cupola di Mario Bellini e Moon di Jasper Morrison. A distanza di 125 anni dalla sua fondazione, l’azienda ha deciso celebrare la ricorrenza attraverso una bella mostra itinerante. Diciassette artisti e designer, tra i quali anche Günter Grass, hanno realizzato per l’evento un’opera d’arte in porcellana a tiratura limitata. L’esposizione Living with art - Homage to Philip Rosenthal è stata inaugurata nel castello di Erkesreuth a Selb, sede del primo laboratorio di ceramica. Diverse le tappe in Europa; in Italia, dopo Cuneo, a Roma, nella seconda settimana di novembre.

Living with art - Homage to Philip Rosenthal, Oratorio Sant’Angelo in Pescheria, Roma, a novembre
 

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