
Tsunami è una parola giapponese che significa «onda (ami) nel porto (tsun)», come frequentemente accade in Giappone, a causa di qualche terremoto sui fondali oceanici. Gli tsunami sono onde speciali dovute a cause speciali. L’arrivo di uno tsunami è un fenomeno che può essere estremamente distruttivo, a causa dell’altezza dell’onda (o del treno di onde) e della sua velocità. L’onda tsunamica può penetrare l’interno per vari chilometri; in casi ipotizzabili avvenuti in tempi antichi, anche per centinaia di chilometri. Lo tsunami può erodere coste rocciose, la sua capacità erosiva cresce con la sesta potenza della velocità; pare che molte caverne costiere siano il prodotto non di una lenta erosione ma dell’azione rapida di uno tsunami. Possono trasportare enormi macigni per grandi distanze, spiegando così i cosiddetti massi erratici (rocce di natura diversa da quella del terreno su cui si trovano), finora attribuiti al deposito di ghiacciai disciolti.
Lo tsunami può avere cause terrestri o extraterresti. Fra le cause terrestri:
- un terremoto con epicentro sotto il fondo marino od oceanico;
- un’eruzione vulcanica sottomarina (ci sono quasi tanti vulcani sottomarini quanti sul suolo emerso);
- un’eruzione vulcanica su terra emersa in prossimità del mare seguita da un collasso della caldera, ovvero della camera da cui fuoriescono magma e ceneri. Tale evento si è avuto all’inizio del secolo scorso con la grande eruzione del Krakatoa. Onde alte circa 30 metri devastarono le coste di Sumatra e Giava provocando circa 50 mila morti. Lo tsunami anche nello stretto della Manica diede luogo a un innalzamento del livello medio di circa 10 cm. Le eruzioni del vulcano dell’isola di Thera (o Santorini) verso la metà del secondo millennio a.C. hanno sicuramente prodotto un grande tsunami. Il più grande tsunami da crollo di caldera in tempi storici sembra sia stato quello che, sulla base di annali cinesi e di Giava, caratterizzò la fase finale dell’eruzione di un vulcano che allora si trovava su quella che era una sola isola e che fu spezzata in due parti, Giava e Sumatra, proprio dal collasso della caldera. Evento databile al 536, tempo di carestie, pestilenze e di numerose comete visibili nel cielo;
- la frana di un’alta costa rocciosa. Un piccolo evento di questo tipo si è avuto recentemente nelle isole Eolie. Una parte della costa dell’isola La Palma nelle Canarie è a rischio di frana, che coinvolgerebbe centinaia di chilometri cubici di materiale. In tale evenienza New York sarebbe raggiunta da un’onda di oltre 100 metri di altezza…..
Fra le cause extraterresti possiamo citare il passaggio ravvicinato di un grande corpo (è possibile che tale evento sia accaduto verso il 9500 a.C. e sia stato la causa della brusca fine dell’ultima glaciazione e, se vogliamo, della civiltà di Atlantide…), l’impatto di un bolide (asteroide, oggetto Apollo, nucleo di cometa…) sull’oceano e anche l’esplosione di un bolide nell’atmosfera, nel qual caso il vento prodotto dall’esplosione genererebbe uno tsunami molto speciale. Scrive Paolo Orosio che il diluvio di Deucalione e l’Esodo furono eventi contemporanei e provocati da Fetonte.
Una lettura della catastrofe di Fetonte alla luce delle moderne conoscenza suggerisce che Fetonte sia stato un corpo di dimensioni chilometriche catturato in orbita attorno alla Terra; Fetonte si sarebbe avvicinato nella fase finale della sua avventura alla Terra con orbita quasi tangenziale, esplodendo nell’atmosfera, sopra il fiume Eridano, da identificare con il fiume Eider nello Schleswig Holstein.