
Leggetelo come un repertorio divertente delle bugie che avete ascoltato, di quelle che ascolterete, di quelle che avreste voluto sentire e di quelle che non vi hanno ancora mai detto, ma… insomma, avete ancora qualche anno davanti a voi e potrebbe succedervi di incontrare un impudente più fantasioso degli altri… Qui si racconta di quel tipo che in tribunale - davati alla sua signora e alla di lei avvocata - negò di aver abbandonato la moglie da due anni, di vivere con Giuseppina R., disse di non essere informato della gravidanza di quest’ultima e - di fronte all’obiezione: la signorina ha informato sua moglie - commentò candido: «Ci sarà uno sbaglio». Qui si racconta di quell’altro che, spogliandosi la sera nella stanza coniugale si trovò sprovvisto della canottiera, dimenticata a casa dell’amante, e poiché la moglie notò subito la mancanza dell’intimo indumento soggiunse, sentendosi improvvisamente nudo e coprendosi il petto con le mani: «Chi ha rubato la mia canotta?». Oppure di quell’altro ancora, che inventò una partita di calcetto per lasciare a casa la fidanzata (di cui era sinceramente innamorato) e andare a una festa con un’altra bellezza. Sorpreso dall’imprevista presenza di un’amica della tradita che lo apostrofava per nome «Andrea!», rispose con convinzione: «No, Stefano», inventando un fratello gemello. Battute pronte per una serie infinita di sit-com sul tema dell’infedeltà e della menzogna maschile, che ha i suoi comandamenti: il primo - universalmente noto - è negare, negare sempre, anche l’evidenza.
Susanna Schimperna, acuta osservatrice di costume, sempre attenta alle nuove tendenze - sua un’indagine di qualche anno fa, prima che se ne parlasse tanto, sulla castità come scelta e come approdo; sempre suo un libro sulle amicizie amorose come nuova frontiera nelle relazioni tra i sessi, uscito nel 2000 - ha raccolto storie di veri bugiardi della sit-com della vita in Perché gli uomini mentono. Lettura leggera, gradevole, ruota attorno all’idea che gli uomini mentono perché amano, ma vogliono salvaguardare spazi di libertà vitali: dunque non lo fanno «contro» ma «per»: in sostanza per «proteggere» i rapporti cui tengono mantenendo la loro indipendenza, nella convinzione profondamente radicata che le donne la mettano continuamente a rischio e che la verità porti con sé l’orribile conseguenza di finire inchiodati nei panni del «verme». Pensiero profondamente infantile, che ha il suo rovescio nella complicità femminile: se le donne non amassero i bugiardi, non si capirebbe perché il seduttore di successo sia l’uomo che sa sempre dire a ogni donna ciò che lei desidera ascoltare… Amara e consolotaria insieme, la morale è che la bugia è intrinseca al gioco amoroso e - nei limiti del buon senso e della buona educazione, se non diventa bigamia cinica - più accettabile della verità oltraggiosa. Le nonne lo sapevano già, siamo noi che abbiamo corso l’avventura dell’autentico. Resta da chiedersi se adesso siamo siamo un po’ più sagge o se stiamo solo tornando a casa con le pive nel sacco. L’autrice di questo libro scrive nelle ultime due righe: «L’uomo che ho amato di più un giorno ha rovinato tutto per non aver avuto la mediocrità di dirmi una bugia».
Susanna Schimperna, Perché gli uomini mentono, Mondadori, 190 pagine, 15 euro