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Quando il sole sorse a Occidente e tramontò sull’Egitto a Oriente

LIBERAL BIMESTRALE
di Emilio Spedicato
Liberal n. 26 - Ottobre-Novembre 2004

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cop26_thSottopongo ai lettori di questa rubrica tre enigmatici passaggi di testi antichi: Erodoto scrive, a proposito della testimonianza di alcuni sacerdoti con cui aveva parlato: «Da quando l’Egitto divenne un regno, per quattro volte il Sole sorse contrariamente al suo solito, due volte dove ora tramonta, due volte dove ora sorge. Nessuna conseguenza tuttavia seguì questi cambiamenti. La produttività dei campi e dei fiumi non mutò. Né ci furono malattie o morti inusuali». Pomponio Mela, circa cinquecento anni dopo Erodoto e basandosi probabilmente su testi della biblioteca di Alessandria, scrisse: «Sta scritto nei loro documenti che sin da quando esistono gli Egizi per quattro volte le stelle hanno cambiato il loro corso e per due volte il sole è tramontato dove ora sorge». Infine nel Corano, sura 70 e verso 40, Allah è definito «Signore degli Orienti e degli Occidenti». Questa frase è stata un enigma per gli interpreti del Corano, che l’hanno usualmente interpretata come un’espressione poetica (chi vuole potrà consultare la splendida versione del Corano con sapiente commento a cura di Gabriele Mandel, recentemente pubblicata da De Agostini).
I passaggi che ho citato sono spiegabili nel modo più semplice, ammesso che si riferiscano ad avvenimenti reali, in termini di un’inversione dell’asse di rotazione terrestre di 180 gradi; in questo scenario l’asse, la cui direzione Nord punta verso la Stella Polare, punterebbe verso la Croce del Sud. L’evento scambierebbe le stagioni, con conseguenze importanti alle medie e alte latitudini, ma nulle o trascurabili nelle regioni equatoriali e tropicali. Dato che le piramidi, costruite almeno sin dall’inizio della civiltà egizia, sono tuttora perfettamente allineate con il Nord geografico, l’evento considerato avrebbe spostato la posizione dell’asse solo rispetto alle stelle e non al punto della crosta terrestre dove esso lo interseca (spostamento anch’esso possibile in linea di principio, chiamato in inglese true polar wandering e che si ritiene sia avvenuto in epoche più antiche).
In una precedente rubrica abbiamo considerato come variazioni della direzione dell’asse siano possibili a seguito o di un passaggio ravvicinato o di un impatto (o forse anche di una transizione dinamica caotica….). Alcune considerazioni, basate sulla conservazione del momento, indicano tuttavia che un piccolo asteroide impattante non ha sufficiente momento per invertire l’asse. Il problema si supera se l’inversione è associata anche a cambiamenti dei parametri orbitali. In questo caso un’analisi del problema, con qualche semplificazione, basata sulle leggi di conservazione e sulla terza legge di Keplero, mostra che lo scenario risultante è esattamente quello descritto da Erodoto: il cambiamento della durata del giorno è di solo 8 minuti e della distanza terra-sole di un millesimo, con conseguenze in pratica non percepibili. Ma quello che cambierebbe è il numero dei giorni nell’anno: se l’inversione avvenisse oggi, la durata dell’anno si ridurrebbe di due giorni e sarebbe inevitabile dover correggere il calendario. Questo fatto può spiegare l’ossessione nel Terzo e Secondo millennio a.C., testimoniata anche da alcuni monumenti megalitici, della determinazione precisa dei punti cardinali. Inoltre gli 8 minuti di variazione potrebbero spiegare uno dei misteri della biologia, ovvero come il giorno circadiano sia sfasato di 11 minuti rispetto al giorno solare…

 

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