Supplemento al numero 3 di Fl
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 Secondo una tesi già molto dibattuta negli ultimi mesi del 1999, il vero inizio del Terzo millennio non doveva attribuirsi all'anno Duemila, bensì al 2001. Non che questo cambi molto: i fatti che continuano a scorrere sotto i nostri occhi, i dubbi e le contraddizioni della Storia sono ancora sempre gli stessi. E uguali e poco sperimentate restano anche le sfide di una nuova modernità. Così eccoci nell'era della globalizzazione, ma ancora una volta di fronte alle intollanze razziali, ai diritti umani calpestati, a un'impossibile pace in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi; alle sciagure ecologiche aggravate da una natura che forse più che «matrigna» è disconosciuta, maltrattata da troppa incuria; agli interrogativi morali sulle nuove tecnologie che dalla clonazione ai cibi geneticamente modificati alla new economy tanto incideranno sul nostro futuro. Volendo accogliere dunque ancora una volta l'ipotesi e l'occasione di essere alle soglie di una nuova, impegnativa scadenza - l'ingresso definitivo nel Terzo millennio - abbiamo pensato di far cosa gradita ai nostri lettori nel riproporre una serie di grandi interviste che la Fondazione liberal ha raccolto nel corso della sua attività. Sette testimonianze preziose, che spaziando dalla fede alla morale, dalla scienza alla storia, dalla guerra alla pace, possano servire da guida per orientarci nel tempo che ci aspetta senza dimenticare o disperdere gli insegnamenti che arrivano dal passato. Perché, com'è detto in una delle pagine che seguiranno, «il mondo nuovo non nascerà sicuramente adesso. Siamo sempre all'interno di un processo. Forse sarà lo stesso vecchio mondo a possedere una forza di metamorfosi». E noi con lui.
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